Dopo averla tanto cercata, finalmente martedì sono riuscita a incontrarmi con Katy Alvarez... siamo state catechiste insieme, lei è venuta più volte in Italia e in una occasione, nel 2009, mi aveva ospitata alcuni giorni a casa sua... Un po' indaffarata per vari motivi in questi giorni, è riuscita a dedicarmi una serata, e siamo andate a mangiarci la pizza in una pizzeria italiana in una zona un po' chic di Quito. La pizza ottima e molto piacevole la chiacchierata...
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| Con Katy |
Mercoledì invece è toccato a Rocío Torres e alla sua famiglia... Conosco Rocío da quando sono arrivata a Quito per rimanerci 2 anni, quindi dal 2006. Aveva più o meno la mia età, due figli che frequentavano il CAE e faceva l'educatrice del doposcuola. Il primo anno si è diplomata in un "colegio a distancia", insomma ha preso la maturità per lavoratori, poi si è iscritta all'Università per diventare insegnante. Nell'associazione ASA è la persona che mi ha sostituita quando me ne sono andata, portando la sua esperienza di educatrice del CAE all'interno dell'equipe pedagogica. Negli anni si è laureata ed ora fa il mio stesso lavoro, l'insegnante di scuola dell'infanzia in una scuoletta delle montagne vicino a Cayambe. Mi vuole un sacco di bene e... ovviamente anch'io ne voglio molto a lei!
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| Rocío, il figlio Kevin (19 anni) io e Ceci |
Il giorno successivo, altra camminata per Luz y Vida... non è un'attività propriamente riposante. La pendenza delle strade nel quartiere è impressionante... sarà anche l'altitudine, ma io cammino 10 metri e devo fermarmi a respirare. Questa volta la destinazione era la casa di Chabela. Con lei abbiamo condiviso l'esperienza del Gruppo Biblico nel quartiere... una volta la settimana ci incontravamo nelle case dei partecipanti a condividere la Parola di Dio e un piccolo "cafecito". Tempo, quello di ieri e quello di oggi, passato a raccontarci la vita, a riprendere un discorso sospeso 10 anni fa, con la vita che con passione e a volte anche con violenza, ci sorprende... 2 ore e più di conversazione... a volte la gioia, a volte gli occhi lucidi, condividendo la vita.
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| Con Chabela |
Proseguo la discesa e dopo 200 metri mi sento chiamare per nome. Sono due giovani... le guardo meglio e le riconosco, una è Mishell e l'altra è Gina. Erano due bambine del CAE, del doposcuola. La sensazione di non essere "straniera" si è fatta più forte... mi hanno chiesto notizie di Lorenza, la missionaria laica che è stata in parrocchia dopo di me. HO promesso loro che le avrei trasmesso i loro saluti.
Venerdì giornata tranquilla, visto che in serata era previsto il viaggio verso la costa. Al mattino sono andata a fare un salto al supermercato, visto che mi mancavano alcune cosette, al pomeriggio ho fatto un salto in parrocchia a fare due chiacchiere con il parroco, padre Rodrigo. E' stato un bel momento di condivisione di storia e visione del futuro. Lo ringrazio per avermi accolta (dopotutto sono solo una straniera, che potrebbe anche passare un po' per prepotente e "superiore", anche se questa non era assolutamente l'intenzione). Poi ho fatto un'altra passeggiata per il barrio, cercando alcune persone che non ho trovato. Pazienza... ci ho provato...
Ore 21.30 partenza per Durán, città della regione Costa che fa parte della grande periferia della enorme città di Guayaquil. A Durán vivono gli ultimi missionari della Diocesi di Padova rimasti in Ecuador, in due parrocchie: don Mattia all'Arbolito e don Saverio a San Francisco, accompagnati da Alessandro e Francesca, una coppia di giovani sposi...
La "compagnia" era formata dalle mie sorelle ecuadoriane (Cecilia, Rocio, Veronica - con il marito Ray e le piccole Dana e Noelia), da Christian e Edwin, da me e da Kathy Camino... oltre al chofer (autista del pulmino) e da sua figlia. Pulmino da 12, un po' strettini, durata del viaggio prevista: tutta la notte. Durante il primo pezzo di strada mi sono domandata in alcune occasioni se saremmo davvero arrivati a Guayaquil, poi quando siamo arrivati nella parte più piana, dopo Santo Domingo de los Colorados, sono riuscita addirittura a dormire qualche ora, a spizzichi e bocconi, dato il volume della musica (preferivo che l'autista stesse sveglio) e qualche risveglio. Siamo arrivati a Durán verso le 7 del mattino, sfiniti, e siamo stati accolti prontamente da un buon caffè e da un'ottima colazione nella parrocchia dell'Arbolito.
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| Colazionando... |
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| Il gruppo nel patio della Casa Parroquial |
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| Aspettando la messa nella Capilla de la Carmela |
Al termine, io mi sono fermata dai missionari, gli altri del gruppo sono andati prima in hotel a riposare un po' e poi a farsi un giro in centro a Guayaquil... un po' mi dispiace non essere andata con loro, ma avevo voglia di passare del tempo "disteso" con altri italiani, e la cosa è stata particolarmente piacevole con Alessandro e Francesca e con i due padri... dopotutto abbiamo un pezzo di storia in comune...
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| Il gruppo a Guayaquil, con un vecchio amico, Braulio, sua moglie Diana e le piccole Bianca e Belén |
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| Guayaquil |
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| Guayaquil |
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| Con Ray, Verito e il padre Saverio |
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| Compartiendo y celebrando |
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| Foto di gruppo con Alessandro e Francesca |
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| Foto di gruppo con padre Saverio |
Per me questo viaggio ha avuto un grande valore, ne parlavo ieri con Edwin e oggi con Veronica: ho davvero degli amici qui, anzi, quasi direi una famiglia. E mi sento fortunata ad averli, tutti quanti. Un mese intero da ospite... ma sentendosi come a casa propria, dall'altra parte del mondo. Non è una fortuna che tutti possono dire di possedere. Tutte queste persone sono state e continuano ad essere il mio conforto e la mia ricchezza... non posso far altro che ringraziare e spero che loro possano dire lo stesso di me 😊💓
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| In una giornata di sole... felice!😄 |














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