... vedere luoghi, incontrare persone... è questo che dà "mucho gusto" alla mia vita... viaggiare, muovermi con qualsiasi mezzo, ma anche stare, gustare la presenza, accogliere fatiche, desideri e speranze...

lunedì 22 luglio 2019

Recorriendo el barrio... y el País

...il tempo scorre veloce, nonostante le giornate siano anche relativamente tranquille, in un tran tran vacanziero che fa rilassare mente e corpo...
Dopo averla tanto cercata, finalmente martedì sono riuscita a incontrarmi con Katy Alvarez... siamo state catechiste insieme, lei è venuta più volte in Italia e in una occasione, nel 2009, mi aveva ospitata alcuni giorni a casa sua... Un po' indaffarata per vari motivi in questi giorni, è riuscita a dedicarmi una serata, e siamo andate a mangiarci la pizza in una pizzeria italiana in una zona un po' chic di Quito. La pizza ottima e molto piacevole la chiacchierata...

Con Katy

Mercoledì invece è toccato a Rocío Torres e alla sua famiglia... Conosco Rocío da quando sono arrivata a Quito per rimanerci 2 anni, quindi dal 2006. Aveva più o meno la mia età, due figli che frequentavano il CAE e faceva l'educatrice del doposcuola. Il primo anno si è diplomata in un "colegio a distancia", insomma ha preso la maturità per lavoratori, poi si è iscritta all'Università per diventare insegnante. Nell'associazione ASA è la persona che mi ha sostituita quando me ne sono andata, portando la sua esperienza di educatrice del CAE all'interno dell'equipe pedagogica. Negli anni si è laureata ed ora fa il mio stesso lavoro, l'insegnante di scuola dell'infanzia in una scuoletta delle montagne vicino a Cayambe. Mi vuole un sacco di bene e... ovviamente anch'io ne voglio molto a lei! 

Rocío, il figlio Kevin (19 anni) io e Ceci
In questa visita così speciale al barrio di Luz y vida sono stata accompagnata da Ceci, che ha condiviso con Rocío una parte di lavoro al CAE e nella biblioteca popolare del quartiere... insomma una bella serata piena di risate e di ricordi... anche di qualche lacrimuccia per i bei tempi andati, anche se tendiamo a essere sempre positive rispetto al futuro...
Il giorno successivo, altra camminata per Luz y Vida... non è un'attività propriamente riposante. La pendenza delle strade nel quartiere è impressionante... sarà anche l'altitudine, ma io cammino 10 metri e devo fermarmi a respirare. Questa volta la destinazione era la casa di Chabela. Con lei abbiamo condiviso l'esperienza del Gruppo Biblico nel quartiere... una volta la settimana ci incontravamo nelle case dei partecipanti a condividere la Parola di Dio e un piccolo "cafecito". Tempo, quello di ieri e quello di oggi, passato a raccontarci la vita, a riprendere un discorso sospeso 10 anni fa, con la vita che con passione e a volte anche con violenza, ci sorprende... 2 ore e più di conversazione... a volte la gioia, a volte gli occhi lucidi, condividendo la vita.

Con Chabela
Scendendo verso casa, percorrendo le strade del barrio conosciuto e allo stesso tempo cambiato e pieno di misteri, mi incontro con uno sguardo... Un giovane intorno ai 18/19 anni fermo alla fermata dell'autobus mi guarda, anch'io lo guardo, cercando di riconoscere i tratti "cresciuti" di qualche bambino conosciuto... mi chiama per nome, e io lo riconosco immediatamente... è Maicol, figlio di una coppia che frequentava il gruppo biblico, fratello di uno dei miei ragazzi del catechismo. Un abbraccio di qualche secondo, perchè è arrivato il suo autobus... ma la sensazione di essere percepita come persona di famiglia è stata forte. Maicol una sera in cui dovevamo trovarci a casa sua per il gruppo (avrà avuto 5 anni) era andato a giocare da un vicino senza avvvisare a casa. Lo abbiamo cercato disperatamente per un'ora, perlustrando il barrio, interrogando la gente per la strada, fino a quando non è tornato a casa da solo. Ci ha fatto prendere un bello spavento... alla fine abbiamo festeggiato il suo rientro, e un po' questo bambino paciocchino ci è rimasto nel cuore.
Proseguo la discesa e dopo 200 metri mi sento chiamare per nome. Sono due giovani... le guardo meglio e le riconosco, una è Mishell e l'altra è Gina. Erano due bambine del CAE, del doposcuola. La sensazione di non essere "straniera" si è fatta più forte... mi hanno chiesto notizie di Lorenza, la missionaria laica che è stata in parrocchia dopo di me. HO promesso loro che le avrei trasmesso i loro saluti.
Venerdì giornata tranquilla, visto che in serata era previsto il viaggio verso la costa. Al mattino sono andata a fare un salto al supermercato, visto che mi mancavano alcune cosette, al pomeriggio ho fatto un salto in parrocchia a fare due chiacchiere con il parroco, padre Rodrigo. E' stato un bel momento di condivisione di storia e visione del futuro. Lo ringrazio per avermi accolta (dopotutto sono solo una straniera, che potrebbe anche passare un po' per prepotente e "superiore", anche se questa non era assolutamente l'intenzione). Poi ho fatto un'altra passeggiata per il barrio, cercando alcune persone che non ho trovato. Pazienza... ci ho provato...
Ore 21.30 partenza per Durán, città della regione Costa che fa parte della grande periferia della enorme città di Guayaquil. A Durán vivono gli ultimi missionari della Diocesi di Padova rimasti in Ecuador, in due parrocchie: don Mattia all'Arbolito e don Saverio a San Francisco, accompagnati da Alessandro e Francesca, una coppia di giovani sposi...
La "compagnia" era formata dalle mie sorelle ecuadoriane (Cecilia, Rocio, Veronica - con il marito Ray e le piccole Dana e Noelia), da Christian e Edwin, da me e da Kathy Camino... oltre al chofer (autista del pulmino) e da sua figlia. Pulmino da 12, un po' strettini, durata del viaggio prevista: tutta la notte. Durante il primo pezzo di strada mi sono domandata in alcune occasioni se saremmo davvero arrivati a Guayaquil, poi quando siamo arrivati nella parte più piana, dopo Santo Domingo de los Colorados, sono riuscita addirittura a dormire qualche ora, a spizzichi e bocconi, dato il volume della musica (preferivo che l'autista stesse sveglio) e qualche risveglio. Siamo arrivati a Durán verso le 7 del mattino, sfiniti, e siamo stati accolti prontamente da un buon caffè e da un'ottima colazione nella parrocchia dell'Arbolito.
Colazionando...

Il gruppo nel patio della Casa Parroquial
La giornata è proseguita accompagnando padre Saverio a una celebrazione in uno dei "recintos" della zona. I recintos sono piccolissime comunità in cui i missionari si recano settimanalmente per alcune attività. Sabato siamo andati nel recinto "La Carmela" in cui la celebrazione era in onore della Madonna del Carmelo, alla presenza del Vescovo della diocesi di San Jacinto de Yaguachi. Noi siamo stati un po' gli "invitati speciali" provenienti dalla capitale... e finalmente ho potuto incontrare Alessandro e Francesca, che avevo conosciuto a settembre prima della loro partenza, e con cui avevo proprio voglia di condividere un po' di tempo, di chiacchiere, di riflessioni...

Aspettando la messa nella Capilla de la Carmela
Ovviamente ospiti speciali e... invitati a pranzo! Condiviso sotto una specie di pergola coperta da foglie di palma. Arroz con pollo, riso e pollo... preparato dalla comunità e condiviso in semplicità, peraltro davvero molto buono!
Al termine, io mi sono fermata dai missionari, gli altri del gruppo sono andati prima in hotel a riposare un po' e poi a farsi un giro in centro a Guayaquil... un po' mi dispiace non essere andata con loro, ma avevo voglia di passare del tempo "disteso" con altri italiani, e la cosa è stata particolarmente piacevole con Alessandro e Francesca e con i due padri... dopotutto abbiamo un pezzo di storia in comune... 

Il gruppo a Guayaquil, con un vecchio amico, Braulio, sua moglie Diana e le piccole Bianca e Belén

Guayaquil

Guayaquil
La condivisione  continuata la sera a cena e al mattino dopo... Dopo la colazione in hotel siamo passati a messa, momento in cui abbiamo celebrato i 12 anni di matrimonio dei miei compadres Verito e Ray, momento che si è prolungato oltre la messa con una condivisione di un bel dolce gelato a casa di Alessandro e Francesca...

Con Ray, Verito e il padre Saverio

Compartiendo y celebrando

Foto di gruppo con Alessandro e Francesca

Foto di gruppo con padre Saverio
Poco dopo la partenza per il rientro... il viaggio è stato lungo e abbastanza faticoso, ma viaggiare di giorno è un'altra cosa. Dai finestrini scorrevano le immagini delle varie piantagioni: dal riso alle banane, dalle palme da olio alla canna da zucchero, dal mais agli ananas... L'Ecuador, al di fuori delle città, è un paese dove il verde è ancora predominante, a volte coltivato, a volte selvaggio... rigoglioso e punteggiato di fiori colorati. Nelle città invece predomina il grigio, il grigio dei bloques da costruzione, l'asfalto, i colori delle auto e dei pullmann...

Per me questo viaggio ha avuto un grande valore, ne parlavo ieri con Edwin e oggi con Veronica: ho davvero degli amici qui, anzi, quasi direi una famiglia. E mi sento fortunata ad averli, tutti quanti. Un mese intero da ospite... ma sentendosi come a casa propria, dall'altra parte del mondo. Non è una fortuna che tutti possono dire di possedere. Tutte queste persone sono state e continuano ad essere il mio conforto e la mia ricchezza... non posso far altro che ringraziare e spero che loro possano dire lo stesso di me 😊💓


In una giornata di sole... felice!😄




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