... vedere luoghi, incontrare persone... è questo che dà "mucho gusto" alla mia vita... viaggiare, muovermi con qualsiasi mezzo, ma anche stare, gustare la presenza, accogliere fatiche, desideri e speranze...

venerdì 7 settembre 2012

Santorini... in lungo e in largo!



20 agosto, aeroporto di Venezia, tutto è pronto per la partenza: solo bagaglio a mano, carte d'imbarco già stampate, emozionatissime, Barbara e io ci apprestiamo a partire... ci conosciamo da poco, siamo state colleghe quest'anno, educatrici di asilo nido, precarie. Lei vegetariana e super amante degli animali, io onnivora, ma con problemi di intolleranze al grano o a chissà cosa c'è dentro al grano...
Volo in orario, arrivo a Santorini durante la notte. Abbiamo prenotato un hotel a Messaria (Anny Hotel), che ci garantisse un prezzo decente, il transfer gratuito dall'aeroporto e la reception aperta alle 2.30 del mattino. Tutto perfetto.
Prima foto, in albergo a Messaria
La spiaggia di Kamari
21 agosto
Messaria però non era il luogo che faceva per noi: volevamo un posto vicino al mare, per poter fare il bagno quando volevamo, senza aver bisogno di altri mezzi di trasporto oltre ai nostri piedi, almeno come base stabile. Abbiamo scelto Kamari, su suggerimento di un'amica, che abbiamo agevolmente raggiunto con un bus di linea. Sistemazione scelta: uno "studio" a Villa Ostria, per 50 € a notte. Lo studio era un miniappartamento: camera da letto doppia con armadio, soggiorno con cucinetta e bagno, con un terrazzino carinissimo. I proprietari sono stati davvero gentilissimi con noi... Ci siamo sistemate, abbiamo fatto la spesa in un piccolo supermercato a 50 metri da "casa" e poi, via in spiaggia per il primo bagno... Spiaggia nera di sassi vulcanici. La prima volta è stato un po' faticoso entrare in mare (e soprattuto uscirne), ma poi abbiamo pensato di fare un grosso investimento: 5 € a testa per un paio di scarpette da scoglio, perchè i nostri delicati piedini non soffrissero troppo il contatto con i sassi taglienti in acqua e bollenti sulla spiaggia.
A cena ci siamo gustate una moussakà alla Taverna El Greco, lungo la spiaggia: vegetariana per Barbara, con la carne per me. Deliziosa. E anche economica. Affascinate da questi camerieri che capivano lontano un km che eravamo italiane... e che bei ragazzi!



Il cortile di Villa Ostria
22 agosto
Al mattino decidiamo di noleggiare un quad, cominciamo a essere impazianti, vogliamo visitare tutte le meraviglie di quest'isola che tutti raccontano come meravigliosa... L'obiettivo è il tramonto a Oìa, ma prima di sera bisognerà occupare il tempo... prendiamo confidenza con il mezzo, guida Barbara mentre io faccio le foto. Cerchiamo di orientarci... Arriviamo, armate di guida Routard, alla spiaggia di Exo Gialòs, accolte dalla piccola chiesetta di Agios Nikolaos. L'acqua è bellissima, la spiaggia si merita un tuffo. Ma è quasi ora di pranzo... raggiungiamo Thira, la capitale dell'isola e sulla strada principale, odos 25 di marzo, troviamo un localino che fa per noi, Taka taka mam!, dove mangiamo pita vegetariana e feta, rifocillandoci per 12 euro in due...

La chiesetta di Agios Nikolaos
Esploriamo un po' la capitale e rimaniamo affascinate dalla vista sulla caldera... lì in mezzo ci sono i due isolotti, Nea Kameni e Palia Kameni, più in là Thirasia e Aspronisi, le navi da crociera sono all'ancora al largo del piccolo porto, le case scendono come grossi gradoni bianchi verso il mare... Tutto è invaso dalla luce scintillante del primo pomeriggio.
Una porta aperta sulla caldera...
Stupendo porticciolo con spiaggia...
Una foto che mi piace tanto
Decidiamo di procedere con l'esplorazione, e di tenerci sulla strada della costa, perchè il nostro quad non ci sembra propriamente stabile, e pare che il meltemi soffi con particolare forza in questi giorni... Scendiamo verso est, poi ci dirigiamo a nord... attraversiamo Vourvoulos, Koloumbos e arriviamo in una spiaggetta ormai semideserta: Paralìa Paradeisos... che bella! e c'è anche un po' di ombra... un bel bagno rinfrescante. Ma c'è il tempo e la possibilità anche di sistemarsi e cambiarsi: in quel Paradiso c'è una doccia d'acqua dolce... un po' di trucco e via verso Oìa con il nostro fido destriero. Arriviamo poco prima del tramonto, in questa cittadina invasa dai turisti, che cercano di accaparrasi ogni angolo per godersi lo spettacolo, che ogni sera si ripete, del sole che si tuffa nel mare... Difficile farsi strada, ma riusciamo a guadagnarci un angolino. Che meraviglia!
Torniamo stanche a Kamari e ceniamo in casa, dopo essere passate al supermercato.

Tramonto da Oìa
23 agosto
Dobbiamo riconsegnare il quad entro le 10. Ma allora dobbiamo godercelo fino in fondo! Sveglia prestino per andare a fare il primo bagno in una spiaggia un po' meno affollata di Kamari... la troviamo poco più su, verso Monolithos, vicinissima all'aeroporto.
Tornate in paese, ci dedichiamo a un po' di shopping e ci informiamo sulle escursioni. Trovata quella che faceva per noi, l'abbiamo prenotata (30 € a testa), per le 14 dello stesso pomeriggio. Con il pullmann siamo andate al porto di Athinios, dalla parte della caldera, dove ci aspettava la barca di Jason, con Christina che ci ha fatto da guida all'isola di Nea Kameni (escursione sul bollente vulcano ancora attivo, senza neanche un po' di ombra, ma con una vista magnifica sul resto dell'isola), poi ci ha fatto tuffare nelle acque vicine a Palia Kameni, che abbiamo raggiunto a nuoto: ci sono delle sorgenti termali ferruginose vicinissime all'isola, sembra quasi di fare il bagno nella ruggine... 

Nea Kameni

Diretti a Thirasia
Risaliti sulla barca dopo il bagno ci siamo diretti all'isola di Thirasia, dove siamo sbarcati al porto di Korfos. Non abbiamo resistito all'acqua limpidissima, e abbiamo fatto il bagno anche lì... Dopo la pausa ristoratrice siamo risaliti sulla barca per ammirare il tramonto, portandoci fino a sotto all'abitato di Oìa, quasi davanti alla spiaggia degli Armeni. Un altro spettacolo della natura ci ha fatto salutare il giorno che se ne andava... Dopo il tramonto, rapido rientro al porto e poi in bus fino a Kamari.
Tramonto dalla barca
24 agosto
Giornata di relax: mattinata passata in spiaggia a Kamari, nella parte sud, nella spiaggia libera vicino agli scogli, poi pranzo a casa. Al pomeriggio però volevamo rivedere Thira, con più calma, quindi in autobus di linea l'abbiamo raggiunta e percorsa tutta, fino a Firostefani, anzi, a dire il vero quasi fino a Imerovigli. Il tramonto ci ha colte a cena, mentre mangiavamo a un tavolino sulla strada panoramica di Firostefani. Altra passeggiata per Thira dopo cena, con un frozen yogurt come dessert...

Vista da Firostefani


25 agosto
Abbiamo nuovamente noleggiato un quad, per due giorni, e questa volta il conducente ero io! Prima tappa, il paesino di Pyrgos, abbrabicato sulle pendici della collina più alta di tutta Santorini. Meraviglioso perdersi e ritrovarsi nel labirinto di viuzze di questo villaggio tipico, dominato dalle vestigia di un antico Kastro veneziano.

Barbara ammira il paesaggio dal Kastro di Pyrgos

Sul tetto di una cappella...

Incontri ravvicinati con Minou
Poi, andando un po' a naso per le strade, ci siamo diretti verso Perissa e Perivolos, ma alla fine siamo andate in spiaggia ad Agios Georgios, dopo aver pranzato in un Fournos per la strada (panetteria pasticceria) con la stupefacente cifra di 3,40 € in due... Dopo un po' abbiamo deciso di dirigerci verso la famosissima Red Beach, oltre l'abitato di Akrotiri. Una scogliera rosso mattone fa da cornice a una piccola spiaggia di sassolini rossi e neri... l'acqua sempre più limpida, scogli da cui imitare la Sirenetta. Peccato per il sovraffollamento! Italiani in ogni dove... ma lì ancora si può dire di aver fatto il bagno insieme ai pesci....
... con la guida Routard ed il fido destriero!

Red Beach

L'acqua limpida della Red Beach
Dopo la Red Beach, tutte piene di sale, proviamo a dirigerci verso il faro... ma non capiamo bene le strade, meglio non fare strade sconosciute, soprattutto dopo il tramonto. Allora ci dirigiamo nuovamente verso Thira.... la voglia di pita si fa sentire e ci ripresentiamo affamate al Taka taka mam!
Dopo cena, uno sguardo alla caldera illuminata dalla luna, e un rapido ritorno a Kamari.

26 agosto

Ultimo giorno di quad... ci mancano ancora degli scorci da visitare... Prima tappa: Akrotiri villaggio, anch'esso con un kastro veneziano e una bella chiesa. Poi una corsa fino al faro, all'estremo sud dell'isola. La vista sulla caldera è suprema, si riesce ad abbracciare con lo sguardo ogni particolare... L'isolotto di Aspronisi è così vicino che sembra quasi di poterlo toccare!

Dal faro...

Acqua...
Una tappa di nuovo ad Akrotiri, per visitare le rovine dell'antica città distrutta dall'eruzione vulcanica, che l'ha conservata allo stesso modo di Pompei ed Ercolano... Interessante vedere le rovine di una civiltà scomparsa improvvisamente, a causa di un disastro naturale. Un grazie a chi ha pensato di "coprire" le rovine, altrimenti sarebbe stato impensabile visitarle tra le 2 e le 3 del pomeriggio. Ingresso 5 €, riaperte da poco.
Rovine di Akrotiri... ma Barbara, dov'è finito il tuo bellissimo cappello???
Mai stanche di correre con il nostro quad... di nuovo verso Thira e Oìa, con un caldo terribile (per fortuna che c'era un po' di vento), una rapida sosta per il pranzo, con un'idea fissa in testa: quel porticciolo visto qualche giorno prima, prima di Koulombos, appartato e solitario, l'ideale per una bella nuotata. Ci arriviamo, è frequentato da parecchie famiglie greche (è domenica, forse sarà per questo). L'acqua è deliziosa, rinfrescante, c'è ombra in spiaggia, e i sassolini sono coperti da uno strato di foglie di eucalipto secche? alghe? non so, ma formano un cuscino naturale che concilia un sonnellino... Dopo la pausa approfittiamo della doccia di Paralìa Paradeisos per lavarci via il sale dalla pelle. ci dirigiamo verso Ammoudi, tentiamo di evitare Oìa passando per un'altra strada, ma è inutile, si ricongiunge. Dopo una serie di tornanti belli ripidi arriviamo alla baia: è un bel porto con un sacco di taverne, un sentierino che costeggia il mare della caldera... l'acqua che invita a tuffarsi... ma resistiamo! 
Ammoudi
Andiamo a Oìa, in parcheggio ci sistemiamo per rivedere il tramonto (due donne in gonna in quad, spettacolo unico!). Cerchiamo un luogo economico per un aperitivo, ma non lo troviamo... Cocktail a 15 € l'uno... non ce lo vogliamo permettere, ripieghiamo su una bibita e delle patatine, lo spettacolo del tramonto fa il resto.
In attesa dell'aperitivo...
La pita del Taka taka mam! ci chiama, e ritorniamo in quel locale per la terza volta, a Thira, a cenare. Poi ci dirigiamo verso la caldera per goderne lo spettacolo per l'ultima volta....

27 agosto

Riconsegnamo il quad e andiamo in spiaggia... è l'ultimo giorno! Cala la stanchezza dei due giorni precendenti, o forse non vogliamo lasciare più quest'isola... Pranziamo in casa, un bel sonnellino ristoratore, in vista della notte di viaggio... di nuovo in spiaggia. 

Kamari, spiaggia libera
L'abbronzatura ormai è a buon punto, ci concediamo un cocktail in riva al mare. Poi ci rimettiamo a nuovo e andiamo fuori a cena... Cibo greco per l'ultima volta, servite da aitanti camerieri. 
Aperitivo on the beach...

... e cena al ristorante...
E' ormai tempo di tornare a casa, ci fermiamo nei negozietti lungo la via pedonale a comprare gli ultimi regali, e poi andiamo a recuperare le nostre valigie a Villa Ostria... l'aereo è pronto per decollare, ma noi non saremmo ancora pronte per lasciare questa terra così piena di luce e di colori, invasa dal bianco e dal blu, del mare, del cielo, dei tetti delle cappelle. Abbiamo apprezzato questo lembo di terra greca e i suoi abitanti, che ci hanno lasciato il desiderio di conoscerne altri....

venerdì 17 agosto 2012

Estate montanara...

Quest'estate niente viaggi al di là dell'Oceano. Alle volte bisogna accontentarsi... e neanche viaggi molto lunghi, complice il periodo di disoccupazione e quindi la mancanza di risorse economiche sufficienti per garantirmi un soggiorno lungo in qualche ameno luogo dell'America Latina. 
Ma... allora bisogna ingegnarsi, e fare le cose che magari avresti voluto fare, ma che non hai fatto perchè eri troppo lontana...
Primo appuntamento: Auronzo di Cadore.
Libera, disoccupata, con tanto tempo a disposizione (a dire il vero sto anche scrivendo la relazione finale di tirocinio per la laurea in Scienze della Formazione Primaria). Mi sono offerta volontaria per andare a fare l'aiuto cuoca a un camposcuola, quindi ho passato un'intera settimana a lustrare pentoloni, a spalmare nutella, ad accendere fiamme pilota ecc. Tutta la settimana, tranne un giorno, quello dell'escursione. Destinazione: Lago Sorapis, partendo dal Passo Tre Croci, per un sentiero relativamente facile, con qualche breve tratto esposto...
Misurina, vista dal sentiero
I ragazzi (prima e seconda media) hanno faticato, e anche gli animatori... ma che bello arrivare e trovarsi davanti uno spettacolo come questo...
Lago Sorapis
Il laghetto ha certe sfumature di verde e di azzurro che non ho mai visto da nessun'altra parte.
Il giorno del ritorno a casa, insieme a Carla e Claudio, gli altri due cuochi, abbiamo pensato di fare una sosta un po' particolare: la diga del Vajont. E il paese di Erto, dove vive Mauro Corona, scrittore di libri che mi hanno affascinata e scultore...
Arrivati su alla diga (che avevo sempre solo visto da giù, da Longarone), sono rimasta sconvolta, non tanto dalla diga, quanto dalla frana: quell'ammasso di terra scivolato dal monte Toc dentro al lago formatosi dopo la costruzione della diga... incredibile... una montagna dentro a un lago... e visto che ormai sono passati quasi 50 anni sono già ricresciuti gli abeti, e sono belli grandi! Eppure la sensazione di stare davanti alla morte non passa, soprattutto guardando il piano di scivolamento della frana, delle pareti rocciose rimaste lì, lisce, come a testimonianza di una ferita ancora aperta..
Frana e diga del Vajont


Piano di scivolamento della frana visto da Erto
Ci siamo diretti poi nel paesino di Erto... sembra abbandonato, ma è molto affascinante: le case in pietra, i vicoli, la chiesa di San Bartolomeo, i segni indelebili di quella tragedia avvenuta il 9 ottobre 1963. Penso che potrei abitare in un posto del genere...
Scritta nella parte vecchia di Erto
Altra montagna, altra storia... Una famiglia di amici mi ha invitata ad Asiago, e io sono andata da loro per 15 giorni! Ne ho approfittato per stare con Stefania, Anna, Luisella e Ilario, ma anche per scrivere un po' della relazione finale, per stare con un'amica che si è trasferita lassù, per incontrarmi con delle amiche in vacanza, per passeggiare da sola e in compagnia, per andare al cinema, per giocare... insomma, un soggiorno davvero proficuo!
Postazione studio...
 La famiglia Pejo mi ha fatto sentire davvero come se fossi a casa... Per me è prezioso conoscerli ed essere loro amica. Che belle le passeggiate serali nel bosco, in compagnia di Maya e di Amy, appuntamento fisso! Bello anche il giro dell'Altaburg - Altar Knotto e Alta Kugela, con Stefy e Mauro, con la compagnia delle leggende cimbre che si raccontano su quei luoghi... Suggestivi gli scorci e emozionanti gli strapiombi sulla Valdastico...

Altaburg, visto dall'Altar Knotto


I pirati del baito Erio...
L'ultima cosa di particolare di questa famiglia è la festa a tema... l'anno scorso eravamo in ambiente country, quest'anno sembravamo usciti dal set di "Pirati dei Caraibi"... a 1600 metri di altitudine, al baito "Erio di Sopra". La gente che passava (poca, a dire la verità) credeva di sognare nel vederci tappati così giocare alla caccia al tesoro... Buon cibo, buon vino, buona compagnia, una meraviglia, insomma!!! Una famiglia intera, nonni, zii, genitori, nipoti e figli che si travestono... Più qualche amico... tutti pronti ad andare all'arrembaggio di una nave da depredare!
Devo menzionare anche un'altra montagna: Pieve Tesino, dove sono andata a trovare una mia collega di lavoro, Silvia... Anche quel momento è stato prezioso. Grazie!
Ed ora, lasciate le montagne, mi preparo per il mare... anzi è un'isola: Santorini, arrivo!!!

domenica 6 maggio 2012

Barbiana

... qualche settimana fa sono andata a Bergamo con la mia amica Luisa. Il viaggio, nonostante la pioggia battente è andato bene, ed è stato piacevole farsi un bel giro in macchina in buona compagnia. A un certo punto, parlando del più e del meno, si parla del ponte vacanziero del primo maggio, che si stava avvicinando a grandi passi. "Io", mi dice Luisa, "vorrei andare a Barbiana!" Ed io subito: "Vengo anch'io!".
Così, detto fatto, è deciso. Arriva il 30 aprile e alle 7.30 io e mia mamma montiamo in macchina (nel frattempo alla gita fuori porta si è aggiunta anche lei) e ci dirigiamo verso Padova centro, carichiamo anche Luisa e si parte! Direzione SUD...
Il tempo atmosferico non è dei migliori, ma certo è meglio di quello che abbiamo trovato a Bergamo... usciamo dall'autostrada a Barberino del Mugello. Da lì cominciamo a seguire le indicazioni per Borgo San Lorenzo e poi per Vicchio. Poi da Ponte a Vicchio a Barbiana le strade si facevano sempre più strette e sempre più ripide (in alcuni momenti ho temuto per l'incolumità di Irene, la mia macchina). A un certo punto, strada sterrata. Ci sarà da fidarsi? E' bagnato per terra, preferisco non rischiare: mi giro e parcheggio. Scendiamo a piedi, e dopo qualche passo, ecco cosa ci si presenta davanti:

La chiesa di Barbiana con la casa canonica
Don Lorenzo Milani è nato nel 1923, ed è stato trasferito "d'ufficio" a Barbiana nel 1954, dopo che era stato cappellano a Calenzano. Se ho fatto fatica io, con l'auto, a raggiungere le 2 case che formano questo "paesello", ci si può immaginare come fosse difficile con i mezzi di allora, e d'inverno, magari con la neve... 
Io e le mie compagne di avventure siamo state fortunate: erano attesi dei gruppi e noi ci siamo potute accodare alla presentazione dell'esperienza di Barbiana e di don Milani da parte di Annalisa, una simpaticissima scout toscana autorizzata dalla Fondazione don Lorenzo Milani http://www.donlorenzomilani.it/index.php.
Molto tempo fa, studiando le varie esperienze di pedagogia popolare (altro esponente famoso è il brasiliano Paulo Freire) avevo incontrato la figura di questo sacerdote-educatore, che mi aveva particolarmente colpita... Finalmente ho visto con i miei occhi le condizioni in cui ha vissuto, che sicuramente hanno contribuito a temprarne il carattere. Con orgoglio mi sono fatta fare questa foto, dopo aver ricordato questa frase di don Lorenzo:

Su una parete della nostra scuola c’è scritto grande "I CARE". È il motto intraducibile dei giovani americani migliori: "me ne importa, mi sta a cuore". È il contrario esatto del motto fascista "me ne frego".
Da Lettera ai giudici




... poi c'è un'altra frase, presa dal libro "Lettera a una professoressa", che mi ha sempre fatto riflettere, soprattutto sulla disabilità e sulla povertà intellettuale, e che secondo me rappresenta una grande verità:

Non c’è nulla che sia più ingiusto quanto far parti uguali fra disuguali.

domenica 18 marzo 2012

Pane di vita...

... ci sono viaggi che non si fanno muovendosi... ci sono esperienze piccole e semplici che meritano di essere ricordate: sono catechista di un gruppo di bambini di 7 anni, seconda elementare. In questo periodo di Quaresima stiamo parlando con loro del pane, per arrivare a parlare dell'Eucarestia, istituita durante la cena pasquale. Il primo racconto è stato quello del popolo d'Israele nel deserto che riceve la manna. Come secondo racconto c'era la moltiplicazione dei pani e dei pesci. E proprio mentre Maristella raccontava quest'episodio della vita di Gesù, mi è venuta un'idea, mi si è accesa la lampadina proprio come nei fumetti succede ad Archimede Pitagorico... Perchè non fare insieme il pane? Mi sono consultata a fine incontro con Maristella e Silvia (le mie colleghe) e, ottenuta l'approvazione, mi sono adoperata affinché ieri potessimo produrre del pane decente. Trovata la ricetta sul web (grazie p. Mauro per avermi indicato tempo fa il sito www.giallozafferano.it), comprati gli ingredienti, svaligiata la casa di ciotole di una certa dimensione, prenotata la sala del centro parrocchiale, ed eccoci pronti per l'avventura. Con Silvia abbiamo disinfettato i tavoli, predisposto l'ambiente, fatte lavare le mani ai bambini... e poi è stata davvero una gioia per loro (e per noi vederli felici!).
Il momento più bello è stato quando si sono resi conti che potevano, anzi dovevano, mettere le mani dentro a quella mistura di farina, acqua, lievito, olio, sale... hanno impastato e lavorato, cercato di raggiungere l'elasticità adeguata, aggiunto farina, o acqua, secondo il bisogno. Poi ognuno è tornato a casa con il suo sacchettino con la pasta di pane, con il compito di metterla a lievitare e poi infornarla, per condividerla in famiglia quest'oggi. 
http://www.qumran2.net/disegni/archivio/1693.gif 
Alle volte sono le piccole cose, anche pratiche, che danno maggiore significato piuttosto di tante parole, di tanti disegni, di tante prediche... Grazie a questi bambini, e alle mie colleghe catechiste, che mi hanno accompagnato a fare questa piccola riscoperta...
Oggi poi ho rivisto una persona che mi aveva colpita, che avevo conosciuto per caso durante un viaggio in aereo. Serena si ricordava di me, avevamo scoperto di avere qualcosa in comune, attaccando bottone nelle due ore scarse del volo Madrid - Venezia, il giorno che sono rientrata definitivamente dall'Ecuador, a fine agosto 2008. Lei rientrava da un viaggio in Guatemala (mio prossimo sogno, che non so se si realizzerà...). Ho rivisto anche Fabio e Olga, con la piccola Mikela... che strano averli qui, dall'Ecuador, ma anche... che gioia! Non credo nel caso, ma nella mano sapiente di Qualcuno che muove i fili della Provvidenza...

mercoledì 1 febbraio 2012

A Cochabamba me voy

A Cochabamba me voy
a Cochabamba señores
cantarán los ruiseñores
a Cochabamba me voy...

Victor Jara, cantautore cileno, cantava così di Cochabamba, la pianura delle lagune, città ufficiosamente di quasi un milione di abitanti, situata a 2600 m slm, vicino al tropico del Capricorno, sulle Ande boliviane...
 La città è dominata dalla statua di Cristo più grande del mondo, il Cristo de la Concordia, più grande addirittura del Cristo Redentor di Rio de Janeiro.
Davvero enorme! Ed è anche la maniera più pittoresca di rendersi conto di com'è il "valle", la zona in cui la città è adagiata.
Io ho visto davvero poco della Bolivia in questo viaggio: la motivazione, come ho scritto nel post precedente, era un convegno di missionari italiani, a cui ho partecipato con il ruolo di segretaria... dovevo quindi gestire la logistica e i rapporti con la struttura che ci ha ospitato, raccogliere i documenti del convegno e metterli tutti in un cd che poi ho duplicato per 80.
Eccomi al lavoro:
... e nella foto di gruppo.
Della Bolivia mi hanno affascinato i colori, molto intensi, più che in Ecuador. Le tele di "aguayo" sono proprio belle e ne ho comprato alcune destinate ai miei prossimi "progetti", oltre al fatto che i boliviani fanno tantissime cose con quelle tele: dalle cartelline per il convegno ai porta cd, dai marsupi alle borse per il pc e per il netbook... Proprio belli!
I colori più belli si vedono al mercato, la Cancha, che è il mercato all'aperto più grande di tutto il Sudamerica (almeno così dicono).
Alla Cancha mi ha accompagnata Guille, una ragazza più o meno della mia età che studia a Cochabamba, ma è di Pongo, una comunità situata sulla strada che va a La Paz.
E' difficile districarsi nei vialetti del mercato, direi un'impresa, fra banchi della carne, brujerias, feti di lama (poveretti!!!), teli, vestiti, oggetti artigianali, oggetti tecnologici... un vero e proprio labirinto!


Anche il folklore ha avuto la sua parte: ecco i ragazzi di Pongo, con il loro ex parroco don Alberto, che sono venuti a animare per noi la messa in Quichua, l'antica lingua degli incas. Emozionante ascoltarli...

Sono rimasta affascinata da questo Paese, penso che prima o dopo ci dovrei tornare per completare il poco che ho visto... vedere La Paz, la realtà dell'Altiplano, del Chaco boliviano e della parte amazzonica. Conoscere le opere delle persone che ho conosciuto e di cui ho solo potuto intuire la portata... Chissà, potrebbe essere un sogno da realizzare...

Per altre informazioni sui missionari italiani e soprattutto bergamaschi in Bolivia vi lascio due link a due blog:

... dimenticavo: per le foto ringrazio Eleonora, Paolo e suor Carla !