Ormai sono tornata da più di un mese, ho avuto il tempo per riprendere il fuso orario adeguato e per decantare le esperienze degli ultimi giorni di viaggio... ho avuto dei problemini con il mio pc: la tastierasi rifiutava di scrivere, quindi ho sospeso le attività di scrittura fino a quando non mi sono decisa di comprare una tastiera aggiuntiva... Riprendo quindi il racconto.
Tornata da Guayaquil ho avuto bisogno di un intero giorno di riposo: il cambiamento di altitudine e di temperatura (oltre a una rovinosa caduta da una sedia di plastica che si è rotta a causa del mio dolce peso), e il viaggio di 9 ore in un pulmino da 12 posti in cui eravamo stretti come sardine hanno reso le mie caviglie simili a zampe di elefante... che fatica farle tornare a una dimensione normale! Ho dovuto prendermi cura dei miei piedi e delle mie gambe, con un sano pediluvio e con un bel po' di riposo. Quel giorno, inoltre, mi sono resa conto che il tempo cominciava a stringere e che, se volevo incontrare tutte le persone che mi ero prefissata, avrei dovuto sbrigarmi a prendere contatto con loro.
Prima cosa da fare, dedicarmi un po' ad ASA.
ASA, soprattutto nel secondo anno della mia permanenza in Ecuador, è stato per me un punto di riferimento. Lì ho stretto amicizie al di fuori della vita parrocchiale, mi sono sperimentata a livello lavorativo all'interno dell'equipe dell'Area di Educazione... insomma ho cercato di capire strade "altre", un po' più lontane dal porto sicuro della casa parrocchiale di Luz y Vida e dagli altri missionari. Certo, all'epoca in ASA lavoravano anche Angela e Nicola Pellichero, ma in aeree diverse, Angela aveva appena dato alla luce Anna (che oggi compie 12 anni!)...
Insomma, da martedì 23 luglio mi sono trasferita, con il mio trolley e un viaggio in taxi (incredibilmente corto, solo 10 minuti da Luz y vida a Carcelén, complici le nuove strade costruite in questi anni). Ho raggiunto prima la sede di ASA, poi ho recuperato Anita, delle squisite empanadas de viento con morocho, e siamo andate a casa sua, al Condado (quartiere in cui è stato costruito un supermega centro commerciale). Così ho condiviso con lei un po' di tempo...
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| A colazione a casa di Anita |
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| Parlando ai Genitori del CDI Acuarela |
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| Consegnando i diplomi ai bimbi del nido che passano ad Educación Inicial |
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| Festa finale dei Doposcuola Acuarela e San Lucas |
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| Las directoras y yo... |
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| Anita, Jacqueline, Nancy, yo y Mónica |
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| Con Anita, Wisi, Jacque, Jenny e Berni |
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| Qué linda la Jenny! |
Un'esperienza un po' diversa è stata quella della condivisione con i ragazzi ospiti degli appartamenti di ASA, i ragazzi venezuelani che ASA segue per conto dell'ACNUR. Adolescenti.
Giovanissimi.
PIeni di sogni e di futuro, con un passato alle spalle da dimenticare.
Con loro ho condiviso una mattinata di giochi e di riflessioni a livello psicologico, in cui vengono aiutati a convivere con la loro situazione personale, ad accettarla e a gestire le relazioni.
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| Taller de crecimiento personal |
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| Perchè non fare la baby sitter a questa meraviglia? |
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| Uscita al Parque Metropolitano |
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| Lama |
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| Luce del tramonto da casa di Anita |
Ricardo Arjona, cantante guatemalteco canta: "si la Luna suave se desliza por cualquier corniza sin permiso alguno... por qué, el mojado precisa, comprobar con visa que no esté Neptuno? Si la visa universal se extiende el día en que nacemos y se caduca en la muerte, por qué te persiguen mojado, si el consul de los cielos ya te dio permiso..."
Lui si riferisce ai migranti che tentano di attraversare il Rio Bravo/Rio Grande al confine tra Messico e Stati Uniti... ma quante persone muoiono per attraversare un confine? Quante in tempo di presunta pace? ...io continuoi a domandarmelo...
Pensavo di riuscire a finire il mio racconto... ma manca il mio ultimo fine settimana... quando avrò un po' di tempo, lo racconterò. Ci vorrà ancora un po' di tempo 😉





















































