è una cosa davvero strana. O meglio, continuo a viaggiare, i viaggi sono più brevi, più vicini. Estate 2014 significa Altopiano di Asiago e Croazia, o meglio, Istria. Affascinante.
Ma il viaggio forse più importante è quello del lavoro. Quello che oggi mi ha portata a fare "il giro del bacino" a tavola, a 18 bambini tra i 4 e i 6 anni.
Sono stata la loro insegnante, la loro maestra, per un anno e mezzo. Mi hanno vista gioire, ma anche piangere. Abbiamo giocato e imparato.
Per loro mi sono travestita da gatto e da tigre. Ho asciugato le loro lacrime e pulito i loro moccoli. Li ho coccolati per addormentarli e li ho guidati alla scoperta di cose nuove, delle cose che si fanno a scuola. Come sono preziosi i bambini! Tutti ti lasciano qualcosa, un ricordo, un sorriso, uno sguardo... Eh, sì, mi sono proprio affezionata.
Ora che li ho salutati definitivamente, li immagino crescere. Chissà chi diventeranno, da grandi. Come saranno. Non voglio che si ricordino di me, non mi interessa. Vorrei che ricordassero che lì, in quella scuola dell'infanzia proprio all'angolo di una strada molto trafficata di Padova, sotto due vecchi e tre giovani tigli profumati, c'è stato qualcuno che ha creduto in loro, nelle loro potenzialità... Grazie bambini "miei"... "Miei" si fa per dire, con questo possessivo intendo che mi siete stati affidati... Voi non siete neppure dei vostri genitori, siete solo "vostri"!
Prendo a prestito le parole del "Profeta" per rendere l'idea. Non sono mamma, ma credo che la maternità passi anche attraverso questi sentimenti...
