A Cochabamba me voy
a Cochabamba señores
cantarán los ruiseñores
a Cochabamba me voy...
Victor Jara, cantautore cileno, cantava così di Cochabamba, la pianura delle lagune, città ufficiosamente di quasi un milione di abitanti, situata a 2600 m slm, vicino al tropico del Capricorno, sulle Ande boliviane...
La città è dominata dalla statua di Cristo più grande del mondo, il Cristo de la Concordia, più grande addirittura del Cristo Redentor di Rio de Janeiro.
Davvero enorme! Ed è anche la maniera più pittoresca di rendersi conto di com'è il "valle", la zona in cui la città è adagiata.
Io ho visto davvero poco della Bolivia in questo viaggio: la motivazione, come ho scritto nel post precedente, era un convegno di missionari italiani, a cui ho partecipato con il ruolo di segretaria... dovevo quindi gestire la logistica e i rapporti con la struttura che ci ha ospitato, raccogliere i documenti del convegno e metterli tutti in un cd che poi ho duplicato per 80.
Eccomi al lavoro:
... e nella foto di gruppo.
Della Bolivia mi hanno affascinato i colori, molto intensi, più che in Ecuador. Le tele di "aguayo" sono proprio belle e ne ho comprato alcune destinate ai miei prossimi "progetti", oltre al fatto che i boliviani fanno tantissime cose con quelle tele: dalle cartelline per il convegno ai porta cd, dai marsupi alle borse per il pc e per il netbook... Proprio belli!
I colori più belli si vedono al mercato, la Cancha, che è il mercato all'aperto più grande di tutto il Sudamerica (almeno così dicono).Alla Cancha mi ha accompagnata Guille, una ragazza più o meno della mia età che studia a Cochabamba, ma è di Pongo, una comunità situata sulla strada che va a La Paz.
E' difficile districarsi nei vialetti del mercato, direi un'impresa, fra banchi della carne, brujerias, feti di lama (poveretti!!!), teli, vestiti, oggetti artigianali, oggetti tecnologici... un vero e proprio labirinto!
Anche il folklore ha avuto la sua parte: ecco i ragazzi di Pongo, con il loro ex parroco don Alberto, che sono venuti a animare per noi la messa in Quichua, l'antica lingua degli incas. Emozionante ascoltarli...
Sono rimasta affascinata da questo Paese, penso che prima o dopo ci dovrei tornare per completare il poco che ho visto... vedere La Paz, la realtà dell'Altiplano, del Chaco boliviano e della parte amazzonica. Conoscere le opere delle persone che ho conosciuto e di cui ho solo potuto intuire la portata... Chissà, potrebbe essere un sogno da realizzare...
Per altre informazioni sui missionari italiani e soprattutto bergamaschi in Bolivia vi lascio due link a due blog:
... dimenticavo: per le foto ringrazio Eleonora, Paolo e suor Carla !