... vedere luoghi, incontrare persone... è questo che dà "mucho gusto" alla mia vita... viaggiare, muovermi con qualsiasi mezzo, ma anche stare, gustare la presenza, accogliere fatiche, desideri e speranze...

mercoledì 1 dicembre 2010

Sogno...

Si avvicinano a grandi passi il Natale e le sue vacanze... questo novembre 2010 così piovoso è finito ed è cominciato un dicembre freddo, un sacco di neve sull'Altopiano e io comincio a sognare... ma non è la neve ciò che sogno, ma un altro mondo, un altro viaggio, un mondo che non ho mai avvicinato, un continente che i piedi non hanno ancora solcato, tante storie, tante culture, tre grandi religioni che "convivono" con grandi e piccole difficoltà. Asia, Medio o Vicino Oriente, per i cristiani semplicemente Terrasanta, politicamente Stato d'Israele e Territori Palestinesi, per gli ebrei la Terra Promessa, per gli arabi la "terra sottratta". Nazareth, Gerusalemme, Betlemme, il Mar Morto. Nomi di luoghi che mi appartengono, che "conosco" da quando ero bambina. Luoghi legati a miracoli, a incontri, a nascite e a passioni.
Presto poserò i miei piedi su quella terra, calpesterò il deserto, vedrò il mare Mediterraneo atterrando a Tel Aviv, camminerò sulle sponde del Mar di Galilea, immaginandomi la voce di quell'Uomo che ha dato un senso diverso a questo mondo. Tra le varie cose, vorrei vedere anche il Caritas Baby Hospital di Betlemme, dove ogni giorno vengono curati e assistiti bambini che non hanno altre possibilità di cura, nei Territori Palestinesi. Anche lì ogni giorno è Natale, nascono bambini innocenti perseguitati, ma anche istigati alla violenza dai loro stessi genitori...
Sono emozionata, non so cosa aspettarmi da questo viaggio... intanto attendo di poter sostare qualche minuto davanti a quella grande Moschea dalla cupola dorata, davanti al Muro del Pianto, ma anche al Santo Sepolcro, sul Monte Tabor e alla basilica della Natività.

giovedì 4 novembre 2010

Tencarola sott'acqua

Sono stati giorni impressionanti... non solo per Tencarola, che comunque non ha subito più di tanti danni, se non nell'area golenale, ma per Vicenza, Veggiano, Trambacche, Creola, Polverara, Casalserugo, Roncajette, Ponte San Nicolò e la Bassa Padovana.
Le macchine della protezione civile che dicono "Stato di allerta - possibile esondazione". L'acqua che sale. Il "pellegrinaggio" alla sponda del fiume. Attraversare il ponte sulla Brentella a piedi... emozioni forti, tanta paura.
Ecco una foto che rende l'idea della situazione... l'ho "rubata" dal sito del Mattino di Padova, io non l'avrei potuta scattare, perchè abito dall'altra parte del fiume.
Ora il peggio è passato, abbiamo toccato con mano la forza della natura, cominciano le polemiche sulla cementificazione, sulla manutenzione della rete idrica regionale e provinciale. C'era un frigo vecchio gettato sui bordi dell'argine, all'interno della golena... sono le piccole cose che potremmo evitare!

lunedì 4 ottobre 2010

Aria d'Ecuador

Chissà quanti eravamo ieri a Villaguattera. Nessuno si è preso la briga di contare. Le prenotazioni per il pranzo erano 130. Qualcuno ha avvisato all'ultimo che non sarebbe venuto, qualcun altro si è aggiunto all'ultimo. Quando, circa un mese fa, ci siamo trovati con il consiglio direttivo di Asa Onlus (http://www.asa-onlus.org/), abbiamo previsto che ci sarebbero state una sessantina di persone. Oltre ogni aspettativa. Amici italiani ed ecuatoriani in festa, insieme.
Gli occhi lucidi di Beppa, signora over 60 volontaria in Ecuador una decina di anni fa con il marito Livio per un paio d'anni, nel vedere i balli folKlorici del gruppo "Tankar Inti" mi hanno fatto venire la pelle d'oca. Per me il ricordo è "fresco", ma è proprio vero che chi si affeziona a un popolo, a un Paese, non lo lascia più, almeno nel cuore.
E Nathaly, volontaria ecuadoriana in Italia da quattro mesi, che non riesce a capire quello che sta succedendo nel suo Paese e chiede a noi, considerandoci un filo diretto. Mi ha fatto sentire preziosa.
Avevo la responsabilità della cucina. Pensavo fosse molto più difficile far lavorare insieme delle persone così diverse per provenienza, esperienza e cultura. Invece è stato "facile", molto laborioso e stancante, ma relativamente facile. La competenza e l'accordo di Gloria e Monica sui loro piatti nazionali, più la competenza e l'esperienza di Beppa sulle grandi quantità, più la disponibilità di Serena e di suo figlio Federico, di Rita, della signora Lidia, di Nicola e mia hanno fatto il resto, impastando, stendendo, pelando patate, preparando le verdure (quanta cipolla amici miei, le mani ancora ne portano il profumo!). Lavoro di squadra, valorizzando ognuno quello che sapeva fare meglio.
Empanadas de queso, arroz relleno, fritada con papas, menestra de fréjol con arroz blanco y patacones... un menù che ha soddisfatto i palati, pur non essendo così "classico" per noi italiani, ma che ci ha permesso di assaggiare alcune specialità. Il banchetto di Angoli di Mondo, con Fabio, che vendeva prodotti equo-solidali provenienti dall'Ecuador, per poterci "portare a casa" i sapori assaggiati... Il banchetto dell'artigianato per portare a casa i colori e il calore del popolo che abbiamo amato... Le favole... Il calendario 2011 per lasciarci accompagnare dai volti.
Insomma festa ben riuscita, tanta soddisfazione e un grande grazie a chi si è fidato ed è stato con noi, e a tutti quelli che hanno collaborato, chi portando una torta, chi portando un amico...
ah, ecco, ho messo due video su youtube... uno è della cucina poco prima dell'inizio del pranzo, l'altro è uno dei balli folklorici del gruppo di ecuadoriani che ci ha accompagnati...

mercoledì 22 settembre 2010

Ciudad de México

Ciudad de México, 24 agosto 2010

La mia vacanza messicana sta volgendo al termine... sono in aeroporto e sto attendendo l'imbarco del mio volo. Almeno ho la consolazione di avere un posto di corridoio per il volo lungo México - Parigi... Questi ultimi giorni sono stati pieni di piacevoli sorprese e anche di qualche imprevisto! Domenica mattina, dopo aver fatto le valigie ed essere andata a messa, con il papà siamo passati a prendere José a casa sua a San Francisco del Rincón e ci siamo diretti verso Arandas-Capilla de Guadalupe per cercare suor Andreina Dalla Longa, che dall'Ecuador è passata in questo posto non lontano da Guadalajara. Mio papà sta guidando tranquillamente quando, BOM, buca. Si è storto il cechione davanti ed esce aria, la gomma è completamente giù. Nessun problema, 5 minuti e il pneumatico è già sostituito con la ruota di scorta. Siamo un po' preoccupati per la ruota dietro: anche quel cerchione è storto... Partiamo, sentiamo che esce un po' d'aria e, improvvisamente, una serie di buche ci fa sbandare e uscire di strada. Per fortuna solo una ruota è ko. Ma siamo in mezzo al niente della serra jalisciense (solo piante di agave tequilera all'orizzonte)... che fare? Il cell di José e quello di papà non hanno segnale, per fortuna il mio sì, così chiamiamo a caasa di José... In appena mezz'ora è lì Daniel, il fratello di José, che con una schiuma riesce a risolvere il problema, almeno fino alla prima llantera aperta (e ricordo che era domenica). Ripartiamo piano piano, mio papà lascia il volante a José, che si ferma a San Julián, dove c'è una llantera aperta. In mezz'ora l'uomo delle gomme compie il miracolo: raddrizza i cerchioni, a suon di martellate, rigonfia le gomme e via! Ripartiamo con buona voglia verso la nostra destinazione: Capilla di Guadalupe! Passiamo attraverso coltivazioni di agave azul (quella che serve per il tequila) e a ranchos immensi... Siamo riusciti a trovare suor Andreina, siamo stati con lei un'oretta in cui ci ha offerto un buon caffè e abbiamo chiacchierato tanto...
Tornati a casa di José per despedirme, ci hanno pure dato da mangiare, e da portare a casa la cajeta de membrillo, una specie di marmellata... che famiglia incredibile! Salutato José... quasi con le lacrime agli occhi, io. E' un buon amico.
Ieri mattina partenza alle 5.30 con valigie e tutto per Ciudad de México. Appena arrivati, con un ritardo di oltre un'ora a causa di un incidente per la strada, ci siamo diretti a Teotihuacán, a vedere le piramidi azteche. Impressionante! Sono salita sia su quella del Sole che su quella della Luna. Che fatica! Anche per l'altitudine...
Dalla Piramide del Sole, vista su quella della Luna
Poi abbiamo visitato le basiliche della Guadalupe e il zócalo by night. Che bello!
Notte in hotel molto tranquilla, con poca tosse, dormito molto bene. Abbiamo fatto una super colazione al buffet dell'hotel e poi di corsa al zócalo: abbiamo visitato México sui bus panoramici, vedendo bene la città nel suo insieme. Molto interessante.
E ora in attesa dell'imbarco, dopo aver salutato il papà con la voce rotta e le lacrimucce... quasi quasi mi fermo!

Di nuovo a León

León, 21 agosto 2010

Giorni febbrili, agitati, questi ultimi giorni di Messico. Intanto perchè la febbre ce l'avevo sul serio martedì sera quando sono tornata da Mérida dopo il viaggio in aereo e le 5 ore di pullmann. Per fortuna che qui vicino c'è una farmacia aperta 24 h su 24, così sono riuscita a recuperare il paracetamolo, visto che l'avevo finito... la mia tosse però non ha alcuna intenzione di andarsene, nonostante ormai il resto sia quasi passato... Poi beh, ho dovuto sistemare le tabelle che avevo fatto a mio papà, perchè alcune formule erano sparite, e poi c'è stato il boom delle pubbliche relazioni: sono venuti a cena Claudia, la disegnatrice delle fibbie e suo marito Ulyses, è capitata "per caso" Luz Elena, la mamma di Lalo, alquanto insopportabile (parla tantissimo! anzi, direi che parla troppo!), siamo andati ben due volte a casa di Marta e Alejandro, compadres di mamma e papà (proprio delle belle persone, pur essendo ricchi preparano da mangiare, e ti fanno sentire a tuo agio... hanno 4 figli: Alejandro di quasi 18 anni, Alonso di 17, Daniel e Dante, gemelli, di 15... Due di loro, Ale e Daniel, sono sordi).
Marta e Alejandro
Siamo stati anche a casa di Agustín, dove il clima era decisamente diverso, anche più noioso, mi è piaciuta molto però sua mamma, che tipa! E' anche zia di José, ed è forte, perchè stravede per lui, nonostante sia di una classe decisamente più bassa... Abbiamo anche incontrato, per caso, tutta la famiglia Quiroz dove siamo andati a mangiare i gamberoni... che buoni! La cosa ancora più buona è che i Quiroz hanno pagato il conto... qué suerte!!!

Valladolid e Mérida

Valladolid, 14 agosto 2010

Valladolid è una città proprio carina, piccola, poca gente, poche macchine. Peccato che anche qui faccia tanto, troppo caldo! E che le zanzare ci diano davvero dentro. Questa mattina ho noleggiato una bici (che strana! era senza i freni come li immaginiamo noi: si frena pedalando all'indietro... ho faticato un po' per imparare) e sono andata a visitare due cenotes. Che belli!

Cenote X'Keken

Cenote Samula
 Ed ero pure in compagnia di un coetaneo italiano, di Pesaro, che credo si chiami Luca. Compagnia piacevole, sia per nuotare che per chiacchierare. I cenotes sono impressionanti, è come nuotare nei laghetti della Grotta Gigante o delle grotte di Frasassi. E poi nel pomeriggio sono andata a vedere la chiesa e il convento di San Bernardino... non pensavo fosse una visita così interessante!
Convento e chiesa di San Bernardino
Ora una bella doccia e vado a nanna, domani mi aspetta il tour de force a Chichén Itzá, sperando di arrivare prima della calca di turisti in arrivo da Cancún...


Mérida, 15 agosto 2010

Che giornata! Questa mattina mi sono svegliata prestino per prendere il bus delle 8.15 per andare a vedere il sito di Chichén Itzá... Carino, ma non si può più salire sulle piramidi, quindi non è proprio il massimo.

El Castillo
Il muro dei crani

Verso l'una ho ripreso il bus per Mérida... vado all'ostello Nomadas, enorme, addirittura con la piscina! Esco per andare a messa, e chi mi ritrovo all'ingresso dell'ostello? Vicki, la ragazza australiana conosciuta ad Oaxaca! Ma anche il ragazzo italiano di ieri. Con Vicki e un'altra ragazza, inglese, Holly, decidiamo di andare al supermercato, ma quello vicino è chiuso (è domenica!) quindi andiamo al Walmart, un sacco di quadre più in là... Al ritorno ci blocca un temporale tropicale e la strada e il marciapiede diventano fiume, anzi, mare con le onde ecc. Ad un certo punto decidiamo che non possiamo rimanere oltre sotto la pensilina della banca dove eravamo rifugiate... (ore 21, buio e freddo, acqua alta almeno 60 cm... e continuava a piovere!) per fortuna è passata una carrozza con cavallo che per una modica cifra ci ha riportate all'ostello sane e salve, anche se un po' umide... Erano da vedere le facce degli altri backpackers che ci hanno viste scendere!

Mérida, 17 agosto 2010

Eccomi alla fine della mia avventura in solitaria. Sono all'aeroporto di Mérida, ho già fatto il check-in, aspetto solo di imbarcarmi. Fa strano essere in un aeroporto dopo tante stazioni degli autobus! Sono molto raffreddata, secondo me, oltre al problema dell'aria condizionata domenica nel bus da Chichén Itzá a Mérida, ieri ho preso pure un colpo di sole. Mi sono rifiutata di andare a Uxmal (basta rovine maya!) e mi sono organizzata per andare a vedere il mare del Golfo del Messico con Luca. Siamo andati a Progreso, una cittadina a mezz'ora di bus da Mérida. Certo il mare non è come a Tulum, però non era per niente brutto!
Il mare a Progreso
Ci siamo stesi in spiaggia, poi abbiamo fatto anche il bagno, ovviamente a turno per via degli zaini, poi siamo andati a mangiare... pesce finalmente! Con molta calma siamo tornati a Mérida e io mi sono accorta di essere al livello di un'aragosta bollita! Credo proprio che il sole abbia peggiorato la situazione del mio raffreddore... tornati a Mérida ci siamo salutati, lui sarebbe andato a Palenque con il bus della notte, io invece sono tornata all'ostello, dove ho cominciato a stare proprio male... ma avevo un appuntamento culinario con Matteo e Valentina, una coppia di Firenze che erano arrivati all'ostello al mattino. Nel frattempo però ha cominciato a piovere, con la stessa intensità della sera precedente. E nel frattempo avevo i brividi per il freddo, anzi penso per la febbre... finalmente i due sono tornati, piedi in acqua, dal loro giro in centro, e i bucatini hanno cominciato a prendere forma. Che delizia! E mangiati in buona compagnia hanno dato davvero il meglio di sè. Mi sono piaciuti Matteo e Valentina, mi dispiace solo di non essere riuscita a salutarli bene, ma stamattina ero proprio ko e loro sono partiti presto per andare a Uxmal. Forse dovrei comprarmi dell'altro paracetamolo per vedere se riesco a star meglio... boh, magari domani o stasera a León... intanto ho un'altra pastiglia che potrei prendere quando salgo in pullmann a Ciudad de México... Altro giretto al bagno e poi all'imbarco!

venerdì 17 settembre 2010

Tulum

Tulum, 13 agosto 2010

Il bus per Tulum è partito con 2 ore di ritardo. Infatti arrivava da San Cristóbal e aveva trovato tanta pioggia per la strada e anche delle frane. Anche qui a Tulum fa caldo come a Palenque, solo con meno umidità visto che siamo in riva al mare. Quando sono arrivata non vedevo l'ora di vedere le rovine, e avevo proprio ragione: sono spettacolari, come il Mar Caribe che hanno di fronte...
Immagino come lo spagnolo Grijalva deve esserci rimasto quando, esplorando le coste, si è trovato di fronte una città del genere, nel 1518.

Tulum - Il castillo con il Mar dei Caraibi sullo sfondo

La caletta
 Un sacco di turisti e tanto tanto sole, tanto che le mie spalle ne hanno un po' risentito. C'era anche una piccola caletta dove era possibile fare il bagno, peccato non aver portato il costume, avrei fatto il bagno sotto gli occhi delle iguane!
Dalle rovine sono poi tornata al pueblo, per mangiare qualcosa e mi sono fermata alla "Trattoria del mar", un ristorantino italiano dove fanno la pasta fatta in casa. Mi sa che oggi ci ritorno! Poi mi sono diretta verso il mio alloggio: il Cenote Encantado, un posto dove affittano tende, tra un cenote (dolina piena d'acqua) e l'accesso al mare. La tenda non male, ma nel complesso un posto davvero piacevole... tra mare e cenote sono stata ammollo per oltre 3 ore.
L'interno della mia tenda
Un mare eccezionale: spiaggia bianca, acqua tra il turchese e il blu scuro, i pescetti che ti nuotavano attorno, i pellicani che volavano a pelo d'acqua per pescare, un pesciolino che mi si era affezionato... decisamente ne è valsa la pena. Non pensavo che dopo 25 anni il Caribe mi avrebbe fatto loo stesso effetto di quando avevo 7 anni! Che bello! Ma non è ancora finita: a cena mi sono messa ad ascoltare le 3 coppie che c'erano al "camping", una tedesca, una ceca e una americana... a un certo punto il tedesco dice di essere andato in spiaggia la notte precedente a vedere le tartarughe che deponevano le uova. Così con la coppia di cechi sono andata in spiaggia a vedere... che spettacolo! Bellissimo, emozionante (anche vedere arrivare 2 persone con il quad che le identificavano e misuravano...) pensare di essere testimone di una cosa del genere, non così usuale (il fenomeno si registra per una decina di giorni all'anno), anche per le misure delle tartarughe (1 m x 1 m circa).
E poi le stelle! Dal buio della spiaggia il cielo era proprio trapuntato di stelle, con una profondità insolita. E ho visto una stella cadente meravigliosa, come un nastro che si è steso nel cielo, un fuoco d'artificio. Adesso capite perchè ho deciso di non muovermi da qui verso altre spiagge stamattina: ne ho approfittato di questo mare tutto per me.
Adesso Pedro, il padrone, mi ha offerto un passaggio e ne approfitto! Vado a Valladolid, ma prima mi fermo alla trattoria e chissà in un internet point!

Il mio desiderio di tornare alla Trattoria del Mar non è stato esaudito. Il mio bus partiva troppo presto per permettermi di fermarmi a mangiare. Ma niente male, quella sera mi sono permessa una pizza in un ristorante italiano (la voglia di mangiare qualcosa che sapesse di casa era troppo forte!!!).
Quando sono uscita da Tulum - rovine, verso mezzogiorno, mi sono incamminata verso il paese, che dista circa 4 km. Sole cocente e nessun colectivo che passa... Ho accettato un passaggio da uno sconosciuto, scambiandolo per un bus di linea. Invece era un tour operator che aveva lasciato i suoi turisti provenienti da Playa del Carmen alle rovine e che andava a farsi un giro. Nonho corso nessun pericolo, anche se fa strano essere salita in macchina da sola con una persona che non hai mai visto, e senza pagare. Davvero una persona molto gentile, che si è offerta anche di portarmi in giro quel giorno. Ovviamente ho rifiutato.

martedì 14 settembre 2010

Palenque

Palenque, 10 agosto 2010

Giornata tranquilla oggi, solo un po' di ore di viaggio (quasi 6) in un bus di seconda classe. Ho deciso di viaggiare in seconda per due motivi: per risparmiare, ma anche per vedere come viaggia la gente normale di qui. E' stato un viaggio interessante, eccezionale farlo di giorno per vedere i paesaggi, i cambi climatici e di vegetazione. Qui a Palenque siamo proprio ai tropici, banani, canna da zucchero ecc. E in più un caldo becco, umido come non mai. Sono alloggiata in un bell'ostello, il Yaxkín, nel quartiere de La Cañada, immerso nel verde umido della vegetazione tropicale... 15 minuti a piedi dallo zócalo, ma vale la pena farli, perché qui è tutto così turistico che se possono ti spennano! Ho mangiato una torta al pastor con queso sullo zócalo per 35 $ e qui il piatto che costava meno era almeno a 100 $... poi c'era la marimba che suonava e l'artigianato da vedere, oltre a cercare di capire dove si trova il cajero di Banamex... trovato!

Palenque, 11 agosto 2010

Oggi visita al sito archeologico di Palenque, con la sensazione continua di sciogliermi. Mi sono alzata presto, alle 7, ho fatto colazione con le cose che mi ero comprata ieri, ho "impaccato" il mio zaino, l'ho lasciato al deposito bagagli della stazione dei bus e mi sono diretta alla volta delle rovine. C'era un sacco di gente, eppure sono arrivata per le 8.30. Il sito è davvero bello, incredibile come escano dalla giungla tutte quelle piramidi. Ogni tanto mi accodavo a qualche guida, per carpire qualche informazione in più. Credo di non aver mai sudato così tanto in vita mia a stare ferma, forse solo in Paraguay. La differenza di clima con San Cristóbal è spaventosa, e qui non c'era nessuno che vendesse ensaladas de fruta... Ho visto anche una scimmia oggi, era su un albero vicino al Templo de la Cruz. Altra cosa molto interessante è stato il museo del sitio. C'era la tomba del re più importante di Palenque, davvero bella e storicamente significativa. Inoltre, presentata molto bene. Ora mi aspettano 10 ore di viaggio per arrivare a Tulum. Dev'essere eccezionale.
Lavoratrici che preservano le piramidi dall'invasione della vegetazione...
Tempio delle Iscrizioni
Vista del sito dal Templo de la Cruz
Cascata all'interno del sito archeologico

Lagunas de Montebello

San Cristóbal, 9 agosto 2010

Stamattina mi sono svegliata prestino, per prepararmi alla gita e per portare la mia roba sporca in lavanderia. Poi attesa del pulmino per andare in gita, con un dolcetto al cioccolato e uno tipo plumcake per colazione. Arriva la buseta e dentro ci sono già Nicola e Federica, milanesi, e una coppia di spagnoli di Bilbao, Javier e ... boh! Poi si sono aggiunti una coppia di Cancún e tre amiche di Mérida. Più il nostro autista. Prima tappa, dopo un sacco dis trada in discesa, la cascata del Chiflón, una bella serie di cascate di un fiume gonfio e marrone per le piogge torrenziali di questo periodo.
Cascadas del Chiflón
Bello, ma niente di più. Sì, forse la bella camminata. E il paesaggio che cambiava mano a mano che scendevamo di altitudine. Dove c'è la cascata eravamo in un grande altopiano - credo - circondati di piantagioni di canna da zucchero. Infinite.
A poco a poco siamo risaliti verso Comitán e poi verso le lagune di Montebello... eravamo quasi al confine con il Guatemala! Che spettacolo di colori! Penso che neppure le foto possano rendere l'idea della meraviglia che hanno visto i miei occhi. Splendide, a dir poco. E un buon pranzo a base di quesadillas con fiori di zucca e funghi, e queso asado sopra una foglia, con del buon chorizo intorno. E la buona compagnia della coppia basca, con cui ho chiacchierato quando ci siamo fermati ad Amatenango. Proprio una bella giornata!


Laguna Ensueño

Cinco Lagos
 A questo punto dovrei parlare un po' del Chiapas e delle sue particolarità. E' lo stato con la più alta percentuale di indigeni del Messico, comprende diversi climi (dalla costa pacifica alla sierra alla giungla/foresta tropicale) con conseguente biodiversità. Ha una storia travagliata, come tutto il Messico d'altronde, a cui si è aggiunta la rivolta degli zapatisti nel 1994, che chiedevano, come avevano già chiesto gli indipendentisti nel 1810 e chi ha guidato la rivoluzione messicana nel 1910, semplicemente un'equa ridistribuzione della terra... Non è semplice capire, interpretare questi fatti storici, così vicini a noi temporalmente (mi ricordo di quando parlavano del subcomandante Marcos al telegiornale) e allo stesso tempo così lontani culturalmente. Leggendo un po' e ascoltando la guida mi sono fatta un'idea di questi fatti, ma mi piacerebbe saperne qualcosa di più, anche per poter avere gli elementi sufficienti per avere un'idea più chiara. Ora la biodiversità del Chiapas è interessante agli occhi di diverse multinazionali americane. Ma la diversità antropologica non viene presa in considerazione... Quando cominceranno ad educarci ad avere una coscienza critica?
C'è una canzone dei Modena City Ramblers che parla del Chiapas, di San Cristóbal, http://www.youtube.com/watch?v=DF00GNu2L80 di un eccidio compiuto in una chiesa ad opera di paramilitari filogovernativi. Sono passati 15 anni, ma questa terra non é neancora in pace...

San Cristóbal de las Casas

San Cristóbal, 7 agosto 2010

Sono arrivata stamattina alle 9 a San Cristóbal, stanca del lungo viaggio in bus, ben 12 ore... Ho viaggiato con 3 (2 ragazzi e una ragazza) italiani, così ci siamo confrontati sugli itinerari quando non stavamo dormendo. Mi sono subito diretta all'hostal e... la mia stanza era già pronta! Wow! e proprio una bella accoglienza familiare. Ho una bella stanza con un letto matrimonial (poco più grande della piazza e mezzo a cui ero abituata in Ecuador)... solo i bagni non sono assolutamente all'altezza! Peccato, sennò sarebbe il posto perfetto, proprio carino (si chiama Casa Jardín). Dopo aver sistemato le mie cose sono partita all'assalto della città, che ha cominciato ad affascinarmi soprattutto oggi pomeriggio, quando per girare ho lasciato a casa zainetto, macchina fotografica e guida. Me la sono proprio gustata questa cittadina coloniale, dietro i cui portoni si aprono splendidi patios, con le case baasse e colorate. E un sacco di gente, soprattutto nei viali pedonali, tanti indigeni che cercano di vendere la loro mercanzia, e ancora tanta tanta gente, musica, colori, profumo di cose buone da mangiare, gusti piccanti e dolci, insomma, tutto un turbinio di sensazioni.
Donne indigene sulla via pedonale di San Cristóbal
Sola, in mezzo a tutta questa gente... eppure continuo a sentirmi a casa, accompagnata dal sorriso di un giovane visibilmente europeo fuori da un ristorante italiano. Il suo sguardo proprio dolce. E il gusto dell'ananas nella carne al pastor insieme alla salsa verde e all'acqua di horchata...
Sono andata anche a messa in cattedrale. Cantavo quasi più io che la gente di qui. Ma chissà come vive ognuno la propria fede.
E domani? A cavallo a San Juan Chamula!!!
Cattedrale

San Cristóbal, 8 agosto 2010

Stanotte ho davvero approfittato della mia splendida stanza... ho dormito 10 ore! Sarà l'altura, qui siamo a 2200 m s.l.m., sarà stata la stanchezza della notte precedente in bus... comunque ho dormito proprio molto bene! Mi sono alzata e ho fatto colazione (caffelatte con tostadas con marmellata di non so che cosa...), poi Alfredo, dell'ostello, mi ha detto che in mattinata non mi sarebbe stato possibile andare a San Juan Chamula, perchè non c'erano più cavalli e mi ha proposto la gita al pomeriggio. Ho accettato perchè avevo una voglia matta di andare a cavallo... anche se di solito al pomeriggio piove... Allora stamattina ne ho approfittato per andare al mercato, enorme e pieno di colori: fiori a volontà, frutta e verdura, carne, pesci, vestiti, insomma di tutto e di più. Poi ho fatto un salto al mercato de las artesanías, volevo comprare una cosa per Francesco, così ho comprato anche degli altri regalini. Ho chiamato a casa e anche mia cugina Vivi che oggi compie gli anni. Ho prenotato la gita alle Lagunas de Montebello per domani, sono al confine con il Guatemala... dicono che siano bellissime. Vederemo!
Alle 12.45 sono venuti a prendermi all'ostello per andare a Chamula. All'inizio avevo un po' di paura, ma poi ho preso confidenza con il mio cavallo, Manuelito, e sono andata via tranquilla e serena, come se cavalcassi tutti i giorni. Ho pure fatto colpo su Antonio (Toño), la guida, che arrivati al paese ci ha spudoratamente provato!!! Incredibile!

In groppa a Manuelito
Mi ha impressionato la chiesa di San Juan, il caldo, l'atmosfera, la salmodia di quelli che pregavano, la grande quantità di santi con le relative candele, il tappeto di aghi di pino per terra, la coca-cola bevuta per ruttare. Davvero impressionante!

San Juan Chamula
Usciti dalla chiesa, pioggia torrenziale, ma nessun problema, avevo l'impermeabile... e sono riuscita a scrollarmi di dosso Toño, aveva rotto a sufficienza. Carino, ma chissà quanti figli e quante donne.
Al ritorno tutto ok, solo un po' di fango in più per il povero Manuelito (e 3 persone in meno nel nostro gruppetto, dei tedeschi che non hanno voluto fare il ritorno a cavallo). Arrivata in ostello avevo il terrore... dell'acqua fredda con cui mi ero lavata ieri. Invece oggi era proprio calda e ho deciso di lavarmi anche i capelli. Sto proprio bene, ora esco per andare a mangiare...

lunedì 13 settembre 2010

Oaxaca

Oaxaca, 5 agosto 2010

Oggi, dopo aver conversato con Berrenger (la ragazza francese... ha un nome strano, ecco perchè non me lo ricordavo!), ho deciso di andare con lei a un tour organizzato. E' stato utile per vedere molte cose nello stesso giorno: le rovine di Mitla e Yagul, l'enorme albero di El Tule
Il sito di Yagul

Enorme albero a Santa Maria del Tule
la fabbricazione dei tappeti a Teotitlán del Valle e la fabbricazione del Mezcal, liquore ottenuto come il tequila dalla fermentazione dell'agave.
Assaggiando il Mezcal: reposado, añejo, con il gusano (=verme) o crema di mezcal?
Interessante esperienza: intanto avevamo una guida che ci spiegava le cose, ho lasciato addirittura a casa la mia guida-libro! Poi ho avuto l'occasione di chiacchierare un po': c'erano delle italiane, poi Berrenger, Vicki e Danielle (le mie compagne di stanza), delle ragazze messicane di Tijuana (Frontera Norte) e una famiglia del Quintana Roo... mi sono sbizzarrita parlano in inglese, italiano e spagnolo... stamattina mi sono ritrovata a pensare in inglese... Wonderful! Belli i paesaggi, molto interessanti le rovine, insomma, mi sono proprio divertita. E a pranzo, a buffet, ho provato di tutto, dalla foglia di nopal alla griglia ai vari tipi di mole... tutto buono, e così tanto da aver saltato la cena stasera...
Appena tornate Berrenger, che stasera parte per Pochutla, mi ha chiesto se andavo con lei a fare un giro al mercato. Ovviamente sì! Che colori e che odori dentro a quei due edifici... E stasera... una cioccolata calda con Vicki, Danielle, e in più Sara e Ann, due ragazze from the USA. Ora sono andate a ballare, ma io dovevo proprio andare in bagno!

Oaxaca, 6 agosto 2010

Sta quasi per terminare l'avventura ad Oaxaca... peccato, ma dicono che San Cristóbal e il Chiapas siano ancora più belli!
Questa mattina ho fatto l'alternativa: sono andata al mercato di Ocotlán, a 30 km circa da qui, in un taxi colectivo. Un'esperienza unica: unica straniera, in auto che facevano salire almeno 6 persone oltre all'autista... All'andata tutto ok, ma al ritorno ero seduta tra l'autista e il passeggero davanti, praticamente sopra la leva del cambio, e con un caldo becco. Ma il mercato ne valeva proprio la pena: ho fatto un sacco di bellissime foto!
Semi e spezie


Venditrice con la sua mercanzia

Poi, dopo aver mangiato nello zócalo, ho cominciato a girare la città... proprio carina! Di più di tutto mi è piaciuto l'ex convento di Santo Domingo, dove ora c'è il museo... stupendo!
Arrivata in ostello Vicki mi ha offerto la doccia... che gioia! Ci voleva proprio. Ora sono proprio stanca, magari stanotte in bus dormirò proprio bene!

Monte Albán e Oaxaca

Monte Albán, 4 agosto 2010

Non ci posso credere: sono seduta sulle rovine di Monte Albán, sito archeologico zapoteco. Lascia davvero senza fiato, a causa della bellezza del sito e del paesaggio che si vede da quassù. La città di Oaxaca ai suoi piedi, e dall'altra parte dei graziosi villaggi. E' pure ben tenuto come sito... peccato che il cielo sia offuscato da grossi nuvoloni grigi che non promettono nulla di buono. Ma è stagione di piogge!

Il sito archeologico di Monte Albán
Sono passata all'hostal, sembra carino, speriamo sia anche pulito e tranquillo. Ho prenotato anche a San Cristóbal... per quelle 3 notti mi permetto una matrimonial, col bagno compartido, ma almeno la camera è tutta per me!

Oaxaca, 4 agosto 2010

Insomma, mi é piaciuto molto Monte Albán, anche la città di Oaxaca nell'insieme, anche se non ho ancora avuto l'occasione di visitarla tutta con profondità: ero troppo stanca questo pomeriggio... sono le 19.40 e ho già una voglia di dormire, anche se dopo la doccia mi sono proprio rilassata, sono andata a fare un giro al mercato, dove ho comprato dei chapulines, le cavallette fritte con il limone... buone, ma dopo averne mangiate alcune si sono rivelate un po' stomachevoli, e ho colto l'occasione per regalare il mio sacchettino a due bimbe che vendevano golosinas (caramelle e dolcetti) sullo zócalo. Quanti colori meravigliosi al mercato!
Ah, dimenticavo: ho fatto amicizia con una ragazza francese di cui non ricordo il nome, ma simpatica, abbiamo mangiato insieme nello zócalo in un ristorante con i tavolini all'aperto. Abbiamo mangiato "tortas con queso" (il formaggio, o quesillo, è una delle specialità di Oaxaca). Magari domani andiamo da qualche parte insieme, magari a Zaachila o a Mitla. Nella mia stanza sono arrivate due tipe, una inglese e una australiana... mi hanno pure chiesto di andare a cena con loro... simpatiche, ma quando parlano inglese tra loro non capisco molto se non il senso di quello che dicono... A beautiful way to practise my English! Peccato che le parole mi escano in castellano... Adesso vado a dormire, spero di farmi almeno una decina di ore di sonno per recuperare quelle perse stanotte... Ma sono quasi in strada!

Già ero bravetta a dormire in giro, ma questo viaggio mi ha fruttato la capacità di dormire ovunque, complici un paio di tappi per le orecchie... La stanza dell'ostello a Oaxaca era in una posizione terribile: piano terra e l'unica apertura verso l'esterno, una porta che dava sulla strada, sulla quale passavano anche gli autobus, che frenavano e poi riacceleravano giusto lì davanti... poi le notti nei bus... ho preso sempre i posti davanti, e se l'autista deve guidare tutta la notte certo non gli chiedi di spegnere la radio con il rischio che si addormentasse lui! Anche il cuscinetto da collo è un accessorio utili per i viaggi lunghi, sia in aereo che in pullman, e pure la mascherina per coprire gli occhi che danno in aereo. Consiglio vivamente di tenerla se si ha intenzione di fare viaggi in pullman di notte... può tornare utile! Il rischio è quello di sembrare un extraterrestre, ma i lunghi viaggi notturni permettono di muoversi con relativa velocità e di risparmiare notti in albergo... e per chi viaggia zaino in spalla le due cose sono importanti!

venerdì 10 settembre 2010

Cuernavaca e Puebla

Cuernavaca, 2 agosto 2010

Piove. E' un temporale tropicale con l'acqua che cade molto forte, per fortuna sono riuscita ad arrivare all'hostal prima che cominciasse a piovere a dirotto. Cuernavaca è una città che mi ha sorpreso: quando sono arrivata non ci ho trovato nulla di particolare, sono venuta direttamente all'hostal, con una tremenda voglia di farmi una doccia. E' fantastico: ho prenotato un letto in camerata da 6 e... sono sola! Stanotte mi faccio una dormita super!
Poi ho cominciato a girarla, lo zócalo non è niente di che, il palazzo di Cortés mi ricorda molto quello di Diego Colón a Santo Domingo. Poi sono arrivata, quasi senza accorgermene, alla piazza della Cattedrale... uno spettacolo! Sarà lo stile sobrio francescano che si respira all'interno, con degli affreschi molto antichi, ma mi è piaciuta proprio molto.
Interno della Cattedrale di Cuernavaca - il battistero
Oggi sia a Taxco che qui ha fatto molto caldo, la vegetazione qui è molto più tropicale che negli stati di Guanajuato e Jalisco, ci sono anche piantagioni di canna da zucchero, ne ho viste per la strada, e si vede la lusssureggiante vegetazione e la varietà della frutta... ho bevuto un succo di frutta naturale oggi, che delizia!!!
Peccato solo che al terminal Estrella Roja non mi abbiano venduto il biglietto per andare a Puebla domani... Boh, chissà perchè...

Puebla, 3 agosto 2010

Mamma che bene che ho dormito stanotte! Una notte così ci voleva proprio... Stamattina mi sono alzata verso le 8 e sono uscita a comprarmi qualcosa da mangiare per la colazione... dei biscottini, dello yogurt, un succo. Mangiati nel giardino dell'hostal (Posada Morelos, Clavijeros # 26 di fronte al Plaza Lido) in compagnia del tipo dell'albergo e dei due operai... a quanto pare sono stata l'unica cliente. Una cliente soddisfatta tra l'altro. Ho pure usato internet. Poi, zaino in spalla, mi sono diretta verso il terminal Estrella Roja, per comprare il biglietto per Puebla e partire... Tutto bene, sono arrivata lì verso le 9.30 e il bus era ancora vuoto. Il viaggio è stato interessante: intervallavo il paesaggio bello verde con il film "Australia", che non avevo ancora visto. Un signore mi ha chiesto quanto ci vuole ad andare in Italia in bus. C'è rimasto un po' male quando gli ho detto che bisogna andarci in aereo, ma era comunque un signore gentile e simpatico. Arrivata a Puebla ho messo lo zaino al deposito e sono corsa a comprare il biglietto per stanotte, per Oaxaca (questa città ha una pronuncia difficilissima, si dice una cosa come "Uajaca"), poi ho preso il bus verso il centro (sono orgogliosa di come riesco a destreggiarmi con i mezzi di trasporto pubblico in questo Paese).
Puebla mi è sembrata una città molto ordinata, e questo si vede sia dalla CAPU, la stazione dei bus, sia dalla città, fatta di "cuadras" quasi perfette, con decine e decine di chiese. Non ci sono i puestos de comida, ovvero nessun ambulante che venda cibo per strada. Comunque i ristorantini a basso costo ci sono lo stesso, magari tra un ristorante di lusso e un Mac Donald's. Ho mangiato tacos al pastor (slurp!) in una taquería di fronte alla cattedrale (in pieno centro insomma!) con una Corona - birra nazionale di cui i messicani sono proprio fieri - alla bellezza di 45$, ovvero ben 2,75€! Y ¡qué ricos!
La visita della città è proseguita alternando i siti di interessa segnalati dalla guida al vagare senza meta per le strade scoprendo gli angoli più suggestivi. Per fortuna attorno allo zócalo ci sono dei portici e un passaggio pedonale coperto: ci sono stati due begli scrosci d'acqua, piuttosto violenti, propriamente tropicali... e oggi ero in sandali e pantaloni corti. Fra una mezz'ora parte il mio bus... dovrò approfittarne, visto che il viaggio dura solo 4-5 ore, quando arrivo vedrò cosa fare, se lasciare lo zainone al terminal o all'ostello...

giovedì 9 settembre 2010

San Miguel de Allende - Taxco

Taxco, 2 agosto 2010

Gente, comincia l'avventura!
Sono seduta su una panchina dello zócalo di Taxco, città famosa per l'artigianato in argento. E' una cittadina molto bella, tutte le case sono bianche con i tetti di tegole, o meglio di coppi. Sono arrivata alle 9 circa, dopo aver fatto la notte in bus nel tragitto León-Cuernavaca. Ho lasciato lo zainone in deposito bagagli a Cuernavaca, al terminal, speriamo bene!
Insomma, il sogno di girare il Messico da "mochilera" si sta avverando... Sono un po' emozionata, dall'altra parte mi sento serena, confido nel mio itinerario, spero solo che mi bastino i soldi. Volevo aprire una parentesi raccontando la giornata di ieri: in programma c'era la festa per un battesimo e la visita a San Miguel de Allende, a tre ore di auto da casa. Mio papà si è svegliato con la bocca gonfia per il dente che gli faceva male il giorno prima. Per fortuna il dolore era sotto controllo con gli antidolorifici. Comunque avevo già accennato sabato a José se voleva venire con noi. Così siamo partiti noi tre e siamo arrivati a San Miguel verso le 13.30, abbiamo visitato la città
San Miguel de Allende
e poi avevo una fame che non ci vedevo più. Ci siamo fermati in un ristorante proprio carino dove abbiamo mangiato il filete de arrachera... che buono! Peccato che proprio mentre stavamo mangiando è venuto di nuovo mal di denti al papà. Così al ritorno ha guidato José, che aveva anche la delicatezza di rallentare quando facevo le foto.
Che tipo José! Non capisco come mai non sia ancora sposato... con me è gentilissimo, mi fa i complimenti, ma credo che questo entri proprio nella galanteria dell'uomo messicano, come pagare ovunque anche per me (ci ho quasi litigato perchè voleva pagarmi anche le pile per la macchina fotografica, e il ricordino che ho portato a casa per mia mamma. Forse questa cosa nasconde un po' di machismo, inconsapevole...). Credo che fondamentalmente mi consideri una buona amica, soprattutto per avergli fatto da appoggio morale nei cinque mesi in cui è stato in Italia.
Ah, dimenticavo, siamo passati, al ritorno, anche alla festa del battesimo di Ángel Guadalupe, figlio di uno degli operai della fabbrica. Ci siamo scolati un paio di birre e abbiamo chiacchierato con Lety (gradino + basso dopo mio papà e José in ditta). Simpatico, niente di impegnativo a livello di stomaco, mi sono spupazzata il bimbo fino a che non ha richiesto a gran voce la tetta della sua mamma.
Ora vado, mi spalmo di protector perchè il sole comincia a picchiare, poi vedo se riesco a salire alla Guadalupe per fare qualche foto con vista su Taxco...
Panoramica di Taxco dal santuario della Guadalupe
Taxco è proprio una città carina, si trova sulla strada che da Città del Messico va ad Acapulco, sulla costa pacifica. Se la giornata è limpida intorno si vedono i vulcani... a me non è capitata questa fortuna. Le vie sono tortuose e strette, come nei nostri paesini di montagna. Io l'ho girata esclusivamente a piedi, rischiando la vita più volte... la probabilità di essere tirata sotto da un taxi è estremamente alta. Tutti i taxi sono maggioloni Volkswagen bianchi, e sfrecciano per quelle stradelle con qualche fatica... per fortuna è facile riconoscerne il rombo! E dovevate vedere le manovre quando due si incontravano faccia a faccia in una stradina troppo stretta... retromarcia in salita, o in discesa, con pendenze davvero impossibili.

mercoledì 8 settembre 2010

León - parte terza

León, 31 luglio 2010

2 giornate un po' intense: ieri sera José mi ha invitata a uscire (divertente il modo in cui me l'ha chiesto... voleva chiedere il permesso di invitarmi a mio papà!!! Non mi sono riuscita a trattenere, gli ho riso in faccia, poverino, dicendogli che a oltre 30 anni sono autonoma per prendere la decisione di uscire o meno con qualcuno... Ma la galanteria dell'uomo messicano, oltre che nei complimenti e nel voler sempre pagare, si esprime anche in queste forme...), siamo andati alla feria (sagra) di Lagos de Moreno, a oltre un'ora di macchina da qui (la macchina... una fantastica camioneta ford 150 di non so quante decine di anni fa!)... Bello, anche se ho bevuto un "cantarito" (tequila + sale + limone + refresco alla toronja) con ghiaccio che mi ha fatto vedere doppio per tutta la serata! Poi ho mangiato un burro gigante (una tortilla grande come una pizza arrotolata e ripiena di carne asada) verso l'una di notte... insomma sono tornata a casa alle 3 e mezza del mattino. Stanca ma felice. Passato una serata diversa, tranquilla e in buona compagnia. Abbiamo anche incontrato Yadira, che mi sa che è la tipa che piace a José.
Stamattina sono andata a comprarmi il biglietto del bus per andare a Cuernavaca domani notte e, arrivata in fabbrica, trovo mio papà con un brutto mal di denti... che salti il giro a Guanajuato? No, perchè ho domandato a José se mi accompagnava con la macchina della ditta e lui lo ha fatto volentieri, così dopo una buona carbonara siamo partiti
José alla guida dell'Atos
alla volta di una città eccezionale: 2000 metri di altura, 110.000 abitanti, cresciuta in mezzo alle montagne... chiese affascinanti, università e palazzi in stile coloniale e dal "Pípila" una vista ineguagliabile...
Vista di Guanajuato by night
il tempo è stato un po' bizzarro, ma alla fin fine clemente. Tanta gente, mariachis, callejoneadas, insomma, ce n'era per tutti i gusti. Sono stata proprio bene, ho mangiato un piatto tipico di cui non ricordo il nome (ricordato: enchiladas mineras) e bevuto una michelada (birra + succo di jitomate-pomodoro- + peperoncino piccante e ghiaccio)... poi mi sono mangiata una pannocchia arrostita con sale e limone... qué rico!
Bella giornata, tante foto e... tornata a mezzanotte...
Soddisfatta dei luoghi e dell'amicizia.

León - parte seconda

León, 29 luglio 2010

Beh, devo dire che questo Messico mi piace proprio... nei giorni scorsi ho visitato León, e oggi finalmente Guadalajara.
La cattedrale di Guadalajara
Seconda città del Messico, enorme immensa per i miei parametri italiani.
E per arrivarci in bus un paesaggio quasi surreale... Boschetti lungo la via, montagne "mozzate" (tipo Ayers Rock in Australia, per dire) con sopra l'altiplano, agave tequilera, eucalipti, fichi d'India (pianta nazionale, rappresentata anche al centro della bandiera mexicana).
Ma sopratttutto oggi è stato il primo giorno "senza protezione", ovvero mio papà mi ha "mollata" davanti alla cattedrale alle 10.30 e ci siamo ritrovati alle 18 alla Central Camionera. Siamo arrivati con la pioggia, poi è venuto fuori il sole e siamo arrivati a oltre 30°. Ed essendo in altura... beh, per fortuna mi ero messa la crema solare nonostante piovesse...
Ho girato parecchio a piedi, è stata una giornata faticosa, ma ciò che i miei occhi hanno visto ha ripagato pienamente la fatica. In particolare mi hanno colpita i dipinti murali di Orozco nel Palacio Gubernamental
Don Manuel Hidalgo - dipinto murale di Orozco
e nell'Ex Hospicio Cabañas, il museo dell'artigianato, in particolare gli oggetti in latta e i costumi degli indigeni per le feste dei santi, così simili a quelli che usano tradizionalmente in Ecuador. Mi è piaciuta la chiesa di San Felipe Neri e la fontana del Paseo República, da dove si vedevano le cupole di San Juan de Dios.

La cupola di San Juan de Dios dalla fontana del Paseo República
Molte le chiese con il Santissimo esposto, e frequentate! L'avevo notato anche a León.
Nel pomeriggio l'avventura di prendere il bus di breve percorrenza: volevo andare a Tlaquepaque, e già per imparare come si dice ci ho messo mezza giornata... La guida diceva che i bus si fermavano in un certo posto, ma si fermavano in mezzo alla strada per girare a sinistra, non per caricare i passeggeri! Quindi vai più avanti, trova la fermata, trova il bus giusto (275) ovviamente chiedendo agli autisti... l'autista si è anche offerto di indicarmi la fermata e mi ha detto pure dove dovevo andare!!!
A Tlaquepaque ero ormai sfinita e ho dovuto fare una sosta-gelato alla guanabana nel parque. Come si stava bene! Ombra, panchina, gelato... trio perfetto. E' un piccolo villaggio coloniale diventato quartiere della città, ma che conserva le caratteristiche tipiche del villaggio. Davvero affascinante! E tante gallerie d'arte con degli interessanti oggetti di artigianato (anche otavaleño!!!). Nel complesso ne è valsa proprio la pena.
Sono rimasta un po' delusa dalla Plazuela de los Mariachis... me la immaginavo molto più pittoresca, ma con il via vai del mercato non poteva essere altrimenti...


León, 30 julio 2010

Ieri sera ero talmente stufa che stamattina mi sono svegliata alle 10.30. Con pure un po' di mal di testa, forse da troppo sonno! Ora vado in fabbrica dal papà... Non mi sembra di essere fuori posto qui. Lo stile, a parte gli orari dei pasti che sono terribili, mi sembra molto simile a quello già vissuto da questa parte del mondo...

León - parte prima

León, 27 luglio 2010

Primi giorni di Messico... per il momento di tranquillo riposo, dopo un intenso camposcuola e un viaggio infinito: sciopero dei controllori di volo a Parigi (due ore di ritardo) e il pullmann che da Città del Messico a Querétaro si è rotto, con conseguente sosta di un'ora per sostituirlo.
Domenica giornata di relax anche per il papà: siamo andati a San Francisco del Rincón a trovare José e la sua famiglia. Che bella Pamela, la sua nipotina di 18 mesi... con lui abbiamo visitato i dintorni, San Pancho e Purísima, poi abbiamo pranzato a casa sua: milanesa e gamberi.
Ieri invece ero in "visita ufficiale" (mi sembrava di essere un capo di stato o comunque una persona molto importante) alla Metalpark, la fabbrica dove lavora il papà... mi ha pure messa a lavorare! Siamo andati a mangiare tacos in un locale... qué rico! Davvero una gioia per il mio palato e la mia pancia.
Il soggiorno dell'appartamento dove vive mio papà
Alla sera dvd sulla rivoluzione messicana, davanti al quale mi sono un po' addormentata. Non riuscivo a tenere gli occhi aperti! Sto organizzando anche il mio giro... devo cominciare a prenotare i bus!

¡Qué viva México!

Un viaggio in Messico. Un sogno che si realizza, dopo tanti anni, un'estate "libera", un mese da sfruttare. Un appoggio, mio papà, nella città di León, stato di Guanajuato, a 5 ore da Ciudad de México. Qualche soldo, lo spagnolo pronto e tanta voglia di vedere, di riempire gli occhi di bellezza, di ricaricare l'anima...
Dopo aver lasciato un pezzo di cuore e due anni di vita in Ecuador, il rischio è stato quello di mettere a confronto e il tentativo dei messicani è stato quello di farmi amare il loro Paese. Non è difficile innamorarsi di un luogo, di un odore, di una sensazione. E per me è ancora più facile...
Nei prossimi post il mio diario di viaggio, dove annoto i luoghi, ma anche le sensazioni su di essi, sulle persone incontrate, sulle emozioni provate.