Quante cose sono cambiate in questi mesi! Dopo il viaggio in Ecuador mi sono dedicata alla mia salute e agli esami universitari (finiti!) e alla ricerca di un lavoro. Non pensavo che avrei ricevuto diverse proposte, ormai ai primi di settembre avevo preso una decisione. Ma, ormai inaspettata, arriva la telefonata che cambia il futuro: un posto come educatrice di asilo nido, mestiere che, nonostante avessi partecipato al concorso, non avevo mai seriamente preso in considerazione.
Bella esperienza al nido: sintonia con le colleghe, soddisfazione con i bambini... meglio di così non mi poteva andare!
Ma... Un posto comunale mi avrebbe permesso di viaggiare? Mah!?!
Scherzando con un amico, ecco che si profila la proposta di un viaggio. Inizialmente dico di no: come chiedere giorni di permesso appena assunta? non me li daranno mai! Ma mia madre è una grande saggia, e mi ripete il dialettale detto "Boca sarà no ciapa mosche" e decido di tentare. Espongo il mio problema, e a sorpresa, è un SI'!!!!
Destinazione per gennaio: Cochabamba - Bolivia.
Il motivo: convegno dei missionari italiani dell'area andina (Colombia, Ecuador, Bolivia, Perù, Venezuela) organizzato dalla Fondazione Missio. Il mio compito è come al solito quello di segretaria/aiuto logistico in supporto nal convegno. Pronta a partire, con il mio pc in spalla, valigia per 10 giorni, permesso non retribuito accordato. Pronta ad ascoltare le esperienze del centinaio di missionari (laici, sacerdoti, religiose), che spesso hanno dedicato la loro vita alla causa. Pronta a conoscere un Paese abbarbicato sulle stesse montagne (pur a qualche km di distanza) dove ho lasciato un pezzo del mio cuore.
Pronta a continuare il mio personale puzzle della Patria Grande Latinoamericana, di quell'Abya Yala che continua ad unire milioni di persone...

