... vedere luoghi, incontrare persone... è questo che dà "mucho gusto" alla mia vita... viaggiare, muovermi con qualsiasi mezzo, ma anche stare, gustare la presenza, accogliere fatiche, desideri e speranze...

lunedì 21 ottobre 2013

El Maghrib - Casablanca

Barbara è stata la mia preziosa compagna di viaggio anche durante l'ultima estate. Abbiamo scelto la destinazione con largo anticipo questa volta, addirittura in gennaio, e voleva essere il primo passo verso l'Africa... Diciamo che volevamo un'Africa abbastanza vicina a noi, un Paese da visitare in autonomia (Barbara parla francese perfettamente e vi posso assicurare che è una meraviglia andare in giro con una persona che capisce tutto!).
Come al solito, ci siamo organizzate tutto il viaggio da sole, a partire dal biglietto aereo, passando per la prenotazione degli hotel su internet, e utilizzando la guida Routard e i vari siti internet di viaggio per decidere l'itinerario.
Siamo partite da casa con un itinerario di massima, che abbiamo cambiato mano a mano che ci addentravamo nel Paese, a seconda del caldo, dei turisti e del Ramadan.
Sì, abbiamo viaggiato nel bel mezzo del mese di Ramadan, mese in cui i musulmani osservano uno strettissimo digiuno (anche dall'acqua e da qualsiasi tipo di bevanda, oltre che dal cibo e dai rapporti sessuali) durante il giorno, e poi festeggiano di notte. E' stata un'occasione in più per guardare da uno spiraglio della porta questa cultura affascinante.
Siamo partite domenica 28 luglio, da Venezia. Dopo un breve scalo e cambio di aeromobile a Roma Fiumicino siamo atterrate a Casablanca all'ora di pranzo (per noi). L'aeroporto di Casablanca è collegato da una comodissima linea di treno al centro della città, che ha due stazioni principali, Casa-Voyageurs e Casa-Port. L'hotel che avevamo prenotato si trova vicinissimo a Casa-Port, pertanto abbiamo atteso la coincidenza e siamo arrivati a quella stazione. 
La prima impressione che mi ha travolta nel viaggio in treno è stata la miseria. Bidonville lungo la linea ferroviaria, casupole di assi e di cartone, con dentro la vita. Ed ho pensato: siamo in Africa. Dalla mia esperienza so che l'Africa non è solo miseria, anzi, possiede ricchezze indescrivibili, inenarrabili. Ma il volto con cui ti accoglie è la miseria, la sporcizia, i mendicanti. Bisogna un po' grattare via quel fondotinta rosso miseria che ricopre l'Africa, e anche il Marocco.
Scese dal treno un ragazzo afro ci chiede da dove veniamo (non mi ricordo in che lingua) e ci dice di essere un giocatore di pallavolo che ha giocato anche in Italia. Gentilissimo.
Abbiamo cercato il nostro hotel e dopo un attimo di disorientamento, eccolo, appena dentro alla Medina, affacciato su una deliziosa piazzetta. 
Vista dalla camera dell'Hotel Central

Prima foto ufficiale :-)
Il fuso orario con il Marocco durante il Ramadan è di due ore. Avevamo fame e sonno, visto che al mattino eravamo partite da Casale sul Sile molto molto presto. Ci siamo riposate un po', e poi abbiamo deciso di partire alla scoperta della città. Pensavamo di trovare qualche posto magari per turisti dove ci avrebbero dato qualcosa da mangiare. 
Abbiamo scoperto una città vuota. Certamente Casablanca non è una città turistica, ma piuttosto commerciale e industriale per via del porto, che è il più importante del Paese. Ci siamo aggirate un po' per la Medina, affascinante dedalo di stradine, poi ne siamo uscite e ci siamo dirette verso la città nuova. Vuota anche quella. E allora, sempre a piedi, verso il Palazzo Reale e il quartiere degli Habous. Vuoto. L'unica cosa affollata era un parco pubblico in cui un sacco di gente faceva jogging. E poi a un certo punto della città nuova ci siamo imbattute con una specie di mercato rionale, con molti venditori di frutta (soprattutto fichi d'india) e mendicanti... molta confusione... ma superato quel tratto di strada affollata, ritorna il vuoto. Il Quartiere degli Habous, se ci fosse stato qualcuno, doveva essere molto caratteristico.
Abbiamo fatto il giro anche del mercato generale, c'era qualche venditore assonnato, molti gatti alla ricerca degli scarti del pesce, e poc'altro. Abbiamo trovato però un venditore di piadine molto saporite e speziate, la nostra cena, insieme a dell'acqua e a dell'aranciata. Un tipo ci ha viste in difficoltà perchè non riuscivamo ad aprire la bottiglietta, e si è fermato ad aprircela. Nonostante lui fosse in pieno digiuno. Ci ha colpite positivamente questa persona.
Dopo aver girovagato per molte ore, ci siamo arrese: un taxi e all'hotel, per una meritata notte di sonno... La città ha cominciato ad attivarsi intorno alle 19.30, non appena il sole è tramontato e il muezzin ha chiamato alla preghiera. Ma noi eravamo troppo stanche, per un po' ci siamo godute la vivacità della piazzetta, poi siamo crollate.
Dimenticavo una cosa: Casablanca ha la temperatura perfetta in estate: intorno ai 25 gradi, con sole e vento dell'Oceano Atlantico.
Lunedì 29 luglio
La mattina abbiamo fatto colazione in hotel, poi siamo partite a piedi verso l'attrazione più importante di Casablanca: la maestosa moschea Hassan II. Vale la pena visitarla, entrare, godere delle decorazioni frutto dell'arte degli artigiani più bravi di tutto il Marocco.
Altissimo minareto della moschea Hassan II

Le uniche cose non marocchine dentro alla moschea erano italiane: lampadari provenienti da Murano e il marmo bianco di Carrara del mirhab.

Impressionante per grandezza, ma anche per la cura dei dettagli. La capienza è di 25000 persone all'interno e di 80000 all'esterno. Inoltre è costruita parzialmente sul mare, riprendendo un versetto del Corano.
Portici esterni, con i tappeti accumulati per la preghiera


Interno della moschea

Il mirhab, e la zona più vicina preclusa ai non musulmani

A piedi nudi...

Decorazione del soffitto dell'hammam

Piscina dell'hammam
Inoltre la moschea dispone di un tetto apribile per far passare più aria nei momenti di maggior affluenza, di un hammam enorme nei sotterranei, di 6000 punti acqua per permettere ai fedeli di compiere le abluzioni rituali... Un capolavoro, della tecnica e dell'arte contemporaneamente.
E in più, o forse, anzi sicuramente è la cosa più importante, dentro a questa enorme moschea si respira spiritualità, la presenza di Qualcosa e di Qualcuno di più grande...
E' l'unica moschea visitabile da parte dei non musulmani in Marocco... Non si può passare per Casablanca senza entrarci. Secondo me, se ci conoscessimo meglio tra diverse culture e religioni, troveremmo tantissimi punti in comune, sarebbe molto più facile andare d'accordo...

domenica 20 ottobre 2013

Primavera! ...gite fuori porta...

Tempo di primavera... tempo di gite!
Ogni tanto una pausa dal lavoro ci vuole, dunque con Luisa ci siamo organizzate per due gite.
25 aprile: Ferrara.
Era una città che, pur essendo a pochi kilometri da Padova, non avevo mai visto. Un gioiello di città, tranquilla. Una città vivibile, tantissime biciclette.
Palazzo dei Diamanti

La Certosa
13 giugno: Isola degli Armeni
L'isola di San Lazzaro degli Armeni è un'isola della laguna di Venezia, una delle meno conosciute e meno visitate, come d'altronde quella di San Francesco del Deserto. Si trova molto vicina al Lido di Venezia, ma non vi è collegata con i vaporetti. Per arrivarci bisogna prendere il vaporetto a San Zaccaria, oltre Piazza San Marco. Ed è inutile arrivare molto presto, perchè oltre al monastero mechitarista non c'è altro da vedere, e soprattutto non ti fanno entrare se non con la visita guidata, che è alle 15.30 circa. 
Ma dentro al monastero si respira storia. La storia di Venezia con i suoi alti e bassi, intrecciata con la storia del popolo armeno, popolo perseguitato in varie forme.
Una rosa - i monaci fanno una marmellata di rose molto buona

La chiesa del monastero

Le babbucce che indossano i sacerdoti

Il refettorio del monastero
Diciamo che andare a San Lazzaro degli Armeni è stato fare un salto nel passato, un passato custodito con cura e competenza, direi anche con passione. Consiglio a tutti di visitarla almeno una volta nella vita, dopo tutto è a due passi, almeno per me!
Per avvicinarsi al popolo armeno (che vive tra noi da secoli, soprattutto tra Venezia e Padova, dove gli armeni benestanti mandavano i propri figli a studiare) consiglio di leggere due libri, entrambi di una scrittrice armena e padovana, Antonia Arslan: La masseria delle allodole e La strada di Smirne. Io sono una che si commuove facilmente leggendo un libro, e quindi anche leggendo questi ho pianto, ho pianto la sofferenza di un popolo torturato ed esiliato...

Roma città eterna

Tornare a Roma. L'ultima volta c'ero stata nell'inverno del 2009 con José, un amico messicano, dormendo in ostello. Avevo voglia di tornarci, di camminarla un po', di respirarla da sola.
Complice un amico che vive lì e le ultime settimane da disoccupata a settembre 2012 mi sono concessa un paio di giorni in quella città, da sola.
Avevo fondamentalmente 2 obiettivi: la Basilica di San Paolo Fuori le Mura e le Catacombe. Gli obiettivi sono stati raggiunti. 
Ma come non perdersi nei vicoli a Roma? Come non passeggiare attorno al Colosseo o nei Fori?

La fontana di Trevi

Il Colosseo
Roma è spettacolare, sempre... Uno dei posti che mi ha sempre affascinanta è la scalinata di Trinità dei Monti, con la sua fontana della Barcaccia.
Trinità dei Monti
E' stato molto emozionante rendermi conto che l'alloggio che mi avevano procurato era praticamente appena fuori dal perimetro della Città del Vaticano... Io uscivo e questa era la vista diurna e  notturna...


Basilica di San Pietro
Le due serate passate a Roma, entrambe a perdermi per Trastevere, con la chiesa di Santa Maria sempre aperta con la Comunità di Sant'Egidio in preghiera, con le trattorie e le bettole piene di turisti, in ascolto di tutte le lingue del mondo.
Santa Maria in Trastevere
Come sempre, Roma è un'esperienza indimenticabile... chissà quando sarà la prossima volta!