... vedere luoghi, incontrare persone... è questo che dà "mucho gusto" alla mia vita... viaggiare, muovermi con qualsiasi mezzo, ma anche stare, gustare la presenza, accogliere fatiche, desideri e speranze...

lunedì 9 settembre 2019

ASA...

...per niente facile tornare a casa... per me è sempre stato il passo più difficile.  Non che a casa io stia male, anzi! Il fatto è che la normalità alle volte mi annoia, vorrei fare sempre cose nuove. Comunque, è necessario tornare a casa, ed è anche piacevole incontrare le persone che mi vogliono bene...
Ormai sono tornata da più di un mese, ho avuto il tempo per riprendere il fuso orario adeguato e per decantare le esperienze degli ultimi giorni di viaggio... ho avuto dei problemini con il mio pc: la tastierasi rifiutava di scrivere, quindi ho sospeso le attività di scrittura fino a quando non mi sono decisa di comprare una tastiera aggiuntiva... Riprendo quindi il racconto.

Tornata da Guayaquil ho avuto bisogno di un intero giorno di riposo: il cambiamento di altitudine e di temperatura (oltre a una rovinosa caduta da una sedia di plastica che si è rotta a causa del mio dolce peso), e il viaggio di 9 ore in un pulmino da 12 posti in cui eravamo stretti come sardine hanno reso le mie caviglie simili a zampe di elefante... che fatica farle tornare a una dimensione normale! Ho dovuto prendermi cura dei miei piedi e delle mie gambe, con un sano pediluvio e con un bel po' di riposo. Quel giorno, inoltre, mi sono resa conto che il tempo cominciava a stringere e che, se volevo incontrare tutte le persone che mi ero prefissata, avrei dovuto sbrigarmi a prendere contatto  con loro.
Prima cosa da fare, dedicarmi un po' ad ASA.
ASA, soprattutto nel secondo anno della mia permanenza in Ecuador, è stato per me un punto di riferimento. Lì ho stretto amicizie al di fuori della vita parrocchiale, mi sono sperimentata a livello lavorativo all'interno dell'equipe dell'Area di Educazione... insomma ho cercato di capire strade "altre", un po' più lontane dal porto sicuro della casa parrocchiale di Luz y Vida e dagli altri missionari. Certo, all'epoca in ASA lavoravano anche Angela e Nicola Pellichero, ma in aeree diverse, Angela aveva appena dato alla luce Anna (che oggi compie 12 anni!)...

Insomma, da martedì 23 luglio mi sono trasferita, con il mio trolley e un viaggio in taxi (incredibilmente corto, solo 10 minuti da Luz y vida a Carcelén, complici le nuove strade costruite in questi anni). Ho raggiunto prima la sede di ASA, poi ho recuperato Anita, delle squisite empanadas de viento con morocho, e siamo andate a casa sua, al Condado (quartiere in cui è stato costruito un supermega centro commerciale). Così ho condiviso con lei un po' di tempo...

A colazione a casa di Anita
Anita ora è la responsabile unica dell'Area di Educazione... mi ha coinvolta, come presidente di ASA ODV in Italia, in varie attività di chiusura dei servizi (a fine luglio chiudono i Centri Infantili e i doposcuola per riprendere a fine agosto/primi di settembre), quindi anche a me veniva richiesto di parlare e di espormi per raccontare come nella mia associazione facciamo fund raising per finanziare alcuni loro progetti...
Parlando ai Genitori del CDI Acuarela


Consegnando i diplomi ai bimbi del nido che passano ad Educación Inicial

Festa finale dei Doposcuola Acuarela e San Lucas
Il mio ruolo di presidente l'ho svolto anche quando le direttrici delle varie Aree di ASA mi hanno invitata ad una riunione con loro, per raccontarmi le loro novità, quelle belle... ma anche le loro difficoltà...
Las directoras y yo...

Anita, Jacqueline, Nancy, yo y Mónica
Sono state poche giornate, ma dense di incontri... con la gente che lavorava "ai miei tempi", che una sera abbiamo invitato a cena a casa di Anita, deliziandoli con cucina mista italo-ecuadoriana: spaghetti alla carbonara, ceviche de camarón y pescado con canguil, tiramisú... 

Con Anita, Wisi, Jacque, Jenny e Berni

Qué linda la Jenny!
Insomma, pranzi e cene... anche una sera al cinema al Condado Shopping, a vedere "Il Re Leone"... sempre coccolata e straviziata.

Un'esperienza un po' diversa è stata quella della condivisione con i ragazzi ospiti degli appartamenti di ASA, i ragazzi venezuelani che ASA segue per conto dell'ACNUR. Adolescenti. 
Giovanissimi.
PIeni di sogni e di futuro, con un passato alle spalle da dimenticare.
Con loro ho condiviso una mattinata di giochi e di riflessioni a livello psicologico, in cui vengono aiutati a convivere con la loro situazione personale, ad accettarla e a gestire le relazioni. 
Taller de crecimiento personal





Perchè non fare la baby sitter a questa meraviglia?


Uscita al Parque Metropolitano
Lama
Luce del tramonto da casa di Anita
Nancy, che è la presidenta di ASA in Ecuador, mi ha portata a fare un giro per Carcelén. Voleva mostrarmi un murale, dipinto da alcuni volontari dell'associazione. E' un disegno molto significativo per me: un volto composto dalle varie bandiere dei Paesi Latinoamericani, e della gente che cammina. Il richiamo è proprio al popolo venezuelano che, disperato, si mette in cammino verso i popoli fratelli della grande patria Latinoamericana... Poi ci sono due ali da angelo e l'affermazione "Nazionalità: essere umano". Anche noi alle volte ci dimentichiamo di essere umani, degli esseri umani. 
Ricardo Arjona, cantante guatemalteco canta: "si la Luna suave se desliza por cualquier corniza sin permiso alguno... por qué, el mojado precisa, comprobar con visa que no esté Neptuno? Si la visa universal se extiende el día en que nacemos y se caduca en la muerte, por qué te persiguen mojado, si el consul de los cielos ya te dio permiso..."
Lui si riferisce ai migranti che tentano di attraversare il Rio Bravo/Rio Grande al confine tra Messico e Stati Uniti... ma quante persone muoiono per attraversare un confine? Quante in tempo di presunta pace? ...io continuoi a domandarmelo...







Pensavo di riuscire a finire il mio racconto... ma manca il mio ultimo fine settimana... quando avrò un po' di tempo, lo racconterò. Ci vorrà ancora un po' di tempo 😉