... vedere luoghi, incontrare persone... è questo che dà "mucho gusto" alla mia vita... viaggiare, muovermi con qualsiasi mezzo, ma anche stare, gustare la presenza, accogliere fatiche, desideri e speranze...

martedì 14 settembre 2010

San Cristóbal de las Casas

San Cristóbal, 7 agosto 2010

Sono arrivata stamattina alle 9 a San Cristóbal, stanca del lungo viaggio in bus, ben 12 ore... Ho viaggiato con 3 (2 ragazzi e una ragazza) italiani, così ci siamo confrontati sugli itinerari quando non stavamo dormendo. Mi sono subito diretta all'hostal e... la mia stanza era già pronta! Wow! e proprio una bella accoglienza familiare. Ho una bella stanza con un letto matrimonial (poco più grande della piazza e mezzo a cui ero abituata in Ecuador)... solo i bagni non sono assolutamente all'altezza! Peccato, sennò sarebbe il posto perfetto, proprio carino (si chiama Casa Jardín). Dopo aver sistemato le mie cose sono partita all'assalto della città, che ha cominciato ad affascinarmi soprattutto oggi pomeriggio, quando per girare ho lasciato a casa zainetto, macchina fotografica e guida. Me la sono proprio gustata questa cittadina coloniale, dietro i cui portoni si aprono splendidi patios, con le case baasse e colorate. E un sacco di gente, soprattutto nei viali pedonali, tanti indigeni che cercano di vendere la loro mercanzia, e ancora tanta tanta gente, musica, colori, profumo di cose buone da mangiare, gusti piccanti e dolci, insomma, tutto un turbinio di sensazioni.
Donne indigene sulla via pedonale di San Cristóbal
Sola, in mezzo a tutta questa gente... eppure continuo a sentirmi a casa, accompagnata dal sorriso di un giovane visibilmente europeo fuori da un ristorante italiano. Il suo sguardo proprio dolce. E il gusto dell'ananas nella carne al pastor insieme alla salsa verde e all'acqua di horchata...
Sono andata anche a messa in cattedrale. Cantavo quasi più io che la gente di qui. Ma chissà come vive ognuno la propria fede.
E domani? A cavallo a San Juan Chamula!!!
Cattedrale

San Cristóbal, 8 agosto 2010

Stanotte ho davvero approfittato della mia splendida stanza... ho dormito 10 ore! Sarà l'altura, qui siamo a 2200 m s.l.m., sarà stata la stanchezza della notte precedente in bus... comunque ho dormito proprio molto bene! Mi sono alzata e ho fatto colazione (caffelatte con tostadas con marmellata di non so che cosa...), poi Alfredo, dell'ostello, mi ha detto che in mattinata non mi sarebbe stato possibile andare a San Juan Chamula, perchè non c'erano più cavalli e mi ha proposto la gita al pomeriggio. Ho accettato perchè avevo una voglia matta di andare a cavallo... anche se di solito al pomeriggio piove... Allora stamattina ne ho approfittato per andare al mercato, enorme e pieno di colori: fiori a volontà, frutta e verdura, carne, pesci, vestiti, insomma di tutto e di più. Poi ho fatto un salto al mercato de las artesanías, volevo comprare una cosa per Francesco, così ho comprato anche degli altri regalini. Ho chiamato a casa e anche mia cugina Vivi che oggi compie gli anni. Ho prenotato la gita alle Lagunas de Montebello per domani, sono al confine con il Guatemala... dicono che siano bellissime. Vederemo!
Alle 12.45 sono venuti a prendermi all'ostello per andare a Chamula. All'inizio avevo un po' di paura, ma poi ho preso confidenza con il mio cavallo, Manuelito, e sono andata via tranquilla e serena, come se cavalcassi tutti i giorni. Ho pure fatto colpo su Antonio (Toño), la guida, che arrivati al paese ci ha spudoratamente provato!!! Incredibile!

In groppa a Manuelito
Mi ha impressionato la chiesa di San Juan, il caldo, l'atmosfera, la salmodia di quelli che pregavano, la grande quantità di santi con le relative candele, il tappeto di aghi di pino per terra, la coca-cola bevuta per ruttare. Davvero impressionante!

San Juan Chamula
Usciti dalla chiesa, pioggia torrenziale, ma nessun problema, avevo l'impermeabile... e sono riuscita a scrollarmi di dosso Toño, aveva rotto a sufficienza. Carino, ma chissà quanti figli e quante donne.
Al ritorno tutto ok, solo un po' di fango in più per il povero Manuelito (e 3 persone in meno nel nostro gruppetto, dei tedeschi che non hanno voluto fare il ritorno a cavallo). Arrivata in ostello avevo il terrore... dell'acqua fredda con cui mi ero lavata ieri. Invece oggi era proprio calda e ho deciso di lavarmi anche i capelli. Sto proprio bene, ora esco per andare a mangiare...

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